Associazione Culturale Orizzonti Paranormali
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RELAZIONE TECNICA CASTELLO DEL CATAJO

Battaglia Terme (PD) Luogo e modalità di ricerca La ricerca è stata condotta presso il Castello del Catajo, sito a Battaglia Terme (PD), in data 15/12/2012 e si è suddivisa principalmente in due fasi. Durante un primo sopralluogo diurno, abbiamo individuato, grazie all’intervento del nostro sensitivo, le zone di maggior interesse per eseguire l’indagine e raccogliere i dati necessari. Questo non solo allo scopo di individuare possibili fonti inquinanti, ma anche nel caso in cui, in seguito, fossero servite eventuali comparazioni fotografiche. Infine, nel corso di una successiva ricerca serale e notturna, abbiamo potuto accedere ai locali reputati più significativi al fine dell’indagine, non solo all’interno del Castello del Catajo, ma anche presso le aree esterne che circondano la struttura principale. Per eseguire i diversi rilevamenti negli ambienti, abbiamo utilizzato svariati strumenti. Nello specifico la nostra squadra, impiegando tecniche differenti, ha effettuato delle riprese tramite l’ausilio di telecamere e macchine fotografiche di varie tipologie. Abbiamo raccolto registrazioni di tipo acustico con appositi microfoni corredati di dedicata equalizzazione, inoltre, abbiamo eseguito frequenti monitoraggi del campo elettromagnetico e termico con particolari apparecchiature. Sono state utilizzate anche strumentazioni sperimentali per l’irradiamento e la misurazione di frequenza ad ampio spettro e, soprattutto, quelle che si sviluppano nella gamma infrarossa e ultravioletta. Durante la ricerca, come da protocollo O.P., abbiamo cercato di individuare e isolare il più possibile eventuali fonti inquinanti naturali, tenendo sempre presente che tali fenomeni, comunque, non possono essere esclusi totalmente. Teniamo a specificare che, durante l’indagine, non erano presenti persone estranee, fatta eccezione per i due responsabili del luogo in questione. Tale precauzione è stata adottata per evitare il più possibile l’inquinamento del materiale raccolto durante l’investigazione. La ricerca notturna si è poi sviluppata con le seguenti tempistiche: -Arrivo e inizio preparativi: ore 15.00 -Inizio indagine: ore 00.15 -Fine indagine: ore 4.20. Motivo della ricerca A seguito delle segnalazioni dei passanti e dei visitatori del Castello, sembrerebbero verificarsi più volte fenomeni inconsueti. Nello specifico si svilupperebbero soprattutto nel campo visivo, in particolar modo, sarebbe stata avvistata più volte una figura femminile che si aggirerebbe nei piani superiori. In base alle testimonianze, l’evento si sarebbe manifestato davanti a più persone e in diversi episodi. Questi molteplici fattori hanno destato il nostro interesse, pertanto, abbiamo deciso di interessarci al caso. Analisi dei fenomeni fisici spiegabili Fenomeni ottici razionali La vicinanza alla strada potrebbe determinare leggeri bagliori di luce, generati dai fari delle autovetture in transito che, riflettendosi sui vetri delle finestre e sulle pareti del Castello, potrebbero risultare ingannevoli ed essere erroneamente interpretati dal nostro occhio. Le immagini confuse vengono trasmesse velocemente al cervello che, successivamente, le processa, facendo così assumere alla conformazione luminosa una forma conosciuta a livello conscio. Fenomeni acustici razionali Nelle vicinanze del Castello, e più precisamente nel parco circostante, è presente una numerosa colonia di daini, inoltre, nel cortile dei Giganti, all’interno del castello stesso, vi sono dei conigli e lo zigare di questi ultimi è stato rilevato dai nostri microfoni, seppur posizionati all’interno della struttura. Per quanto riguarda i daini, invece, non vi sono state influenze acustiche, in quanto le mura esterne del castello, a questo proposito, svolgono una funzione di pieno isolamento acustico. Le pareti infatti mostrano un alto potere di attenuazione sonora, tuttavia, il traffico stradale, invece, è stato rilevato dai nostri microfoni, a causa della vicinanza della strada statale. In alcuni punti delle registrazioni è stato percepito un rumore di fondo, soprattutto nelle basse frequenze, dovuto non solo all’attenuazione prodotta dalla struttura di cinta del Catajo, ma anche alle caratteristiche dell’infrasuono di poter percorrere lunghe distanze. L’inquinamento acustico, quindi, non risulta del tutto escludibile. Nelle vicinanze del Castello è presente anche una rete ferroviaria e ne sono state controllate posizioni e distanze. Il passaggio dei treni poteva in parte interagire micro fonicamente, nonostante la presenza di una galleria. I nostri sensori sismici, tuttavia, non hanno rilevato variazioni parametriche significative, dunque, l’attenuazione acustica nelle zone interrate della rete ferroviaria, risultava di gran lunga superiore rispetto all’emissione sonora dei convogli stessi. Sono stati comunque verificati gli orari della linea, riscontrando che, durante le ore di ricerca, non si sono verificati transiti di treni, pertanto, l’influenza della linea ferroviaria è stata esclusa. Alcuni Raps sono stati esclusi dopo analisi elettroacustica a causa delle loro caratteristiche, in quanto apparterrebbero a normali assestamenti della struttura. Durante le analisi infatti sembrerebbero graficamente differenti da quelli registrati in altri momenti e si svilupperebbero con intensità acustica dissimile da quelli più plausibili che, a parità di distanza, presenterebbero un incremento di almeno -3db, oltre ad assumere caratteristiche elettroacustiche completamente diverse. Analisi del campo elettromagnetico e ionizzante Prima di iniziare la ricerca, è stato scansionato l’intero ambiente, utilizzando apparecchiature atte ad analizzare lo spettro di possibili picchi in radiofrequenza e per monitorare gli eventuali fenomeni di campo elettrico e di forza. Sono state impiegate, nello specifico, apparecchiature portatili e da banco, utilizzate in laboratori di misura per l’analisi dello spettro. Durante l’intera ricerca non vi sono state anomalie interazionali significative nell’ambito dei campi elettromagnetici. In particolare, nella balconata esterna, in un paio di casi, le interazioni strumentali sono risultate poi di origine normale. E' stata riscontrata una banda emittente attorno ai 915 Mhz avente intensità di 46 dbm che risultava variare probabilmente a causa dell’intensa umidità nell’aria. Il tutto è risultato imputabile alla presenza di un ripetitore nella zona che, in determinati punti, poteva influire sull’accensione di apparecchiature a segnalazione luminosa che spesso vengono volgarmente utilizzate nei programmi televisivi. Nelle vicinanze della sala della famosa pietra, è stata riscontrata una banda frequenziale di circa 2.4 GHz, poi successivamente rilevata a causa dell’esistenza di un piccolo access point. In seguito alla nostra segnalazione, i responsabili hanno provveduto a spegnerlo. Poco prima dell’indagine abbiamo riscontrato la presenza di almeno un telefono acceso. Uno dei nostri operatori aveva inavvertitamente lasciato il telefono in modalità “stand-by”, infatti, la componente radio risultava ancora accesa. Dopo questo ulteriore controllo, l' operatore stesso ha provveduto a spegnerlo. Sono stati valutati anche possibili presenze di campi elettrici, i quali, vista la scarsità di utilizzatori elettrici nell’ambiente, risultavano quasi inesistenti. Inoltre, per quanto riguarda l’emissione radon, non sono state rilevate dal nostro contatore variazioni ionizzanti considerevoli. I valori espressi in Bq/m non superano le 30 unità, pertanto, le possibili allucinazioni che potevano essere generate dagli effetti ionizzanti sono da escludersi. Nel luogo, infatti, non erano presenti materiali o minerali che potessero favorire e generare tali rilasci, sebbene all’interno della struttura vi siano numerose conformazioni rocciose. Analisi dei fenomeni sismici e cinetici Sono stati monitorati i possibili fenomeni cinetici, ma al momento non risultano riscontri tangibili. Una lieve attività sismica localizzata è stata notata nella zona dei solai superiori del primo e secondo piano, in particolar modo, nella stanza degli stemmi. Il fenomeno è stato ricondotto a cause del tutto naturali. La pavimentazione di questi piani è costituita da basamenti in legno che, al passaggio degli operatori, generava la flessione delle travi portanti, con conseguenti vibrazioni dell’intera pavimentazione. Il nostro personale quindi ha eseguito i vari rilevamenti in tali zone, evitando eccessivi movimenti. Durante tutto l’arco della ricerca, i nostri sensori sismici non hanno rilevato parametri di importanza tali da determinare anomalie inusuali. Analisi video Durante l’indagine sono state eseguite diverse ore di monitoraggio e cattura video, sia con tipologia Tvcc che mobile, utilizzando tecnologie in banda infrarossa vicina e lontana. Il campionamento delle immagini è stato aumentato con parametri non convenzionali. Ci siamo avvalsi di un'apposita scheda video (non reperibile in commercio), per l’acquisizione di immagine ad alta frequenza di campionamento, che ci ha permesso di rilevare piccoli particolari di rilevante importanza. Al momento, non risultano riscontri di anomalie tangibili o certificabili, in quanto l’andamento del video e del suo relativo flusso dati è del tutto regolare, ad eccezione di un breve periodo, per una sola telecamera, di tipologia tvcc, posizionata nella sala della pietra. Tale telecamera risulterebbe, in particolari istanti, perdere la codifica grafica, probabilmente a causa del fatto che il ccd non sia riuscito ad interpretare l’immagine. Tale fenomeno potrebbe essere generato dalla dispersione del segnale video nel cavo, aggravato anche all’impatto con le basse temperature e alla lunghezza limite del cavo stesso. Tali fattori potrebbero aver generato il problema, impedendo alla telecamera di lavorare nel range dei parametri garantiti dalla casa costruttrice, tuttavia, risulta una “coincidenza” curiosa che l’anomalia sia avvenuta proprio negli istanti in cui sviluppi elettroacustici hanno avuto riscontro. Analisi fenomeni anomali Analisi dei fenomeni elettroacustici Dopo il lungo e approfondito lavoro di analisi spettro-acustica, sono risultate svariate anomalie non riconducibili a fenomeni fisici convenzionali. I campioni acustici rilevati risultano molto interessanti, nella fattispecie, non presentano caratteristiche di natura comune. Nell’ulteriore analisi, eseguita mediante test comparativi, non risultano analogie frequenziali e campioni voce appartenenti a membri del team, in particolar modo, abbiamo analizzato lo sviluppo delle frequenze fondamentali. Con tutta probabilità si può asserire che i campioni appartengano ad una categoria di suoni o voci spiegabili solo attraverso “interconnessioni dinamiche” tra ambiente e soggetti presenti. Uno dei campioni acustici è stato carpito nella zona del primo piano, nel corridoio adiacente alla scalinata scavata nella roccia. Si evince che il campione è interessato anche da interazioni di carattere comune, con conseguente inquinamento generato da uno dei nostri operatori. Infatti si può udire in parte la sua voce con successivi passi in progressiva lontananza. Per la precisione, il transito del nostro operatore è avvenuto sulla scalinata che conduce al secondo piano. A nostro avviso tali suoni comuni, soprattutto la cadenza dei passi, avrebbero rigenerato o richiamato un’interazione di tipo atemporale, dimostrata con la registrazione di canti di probabile natura gregoriana. Nel campione si può ascoltare in due particolari momenti una sorta di canto, nulla a che vedere con interazioni convenzionali. Nelle analisi spettro-acustiche di tale campione, il software non sembra rilevare infatti campioni di voce comuni con caratteristiche parametriche umane, eppure, si evincono analogie appartenenti ai tipici vocalizzi. L’aspetto armonico del possibile “canto” riconduce a caratteristiche inusuali che si sviluppano nel range delle frequenze voce. Al contrario la voce in lontananza del nostro operatore viene rilevata come tale, assumendo caratteristiche normofoniche. Non meno importanti sono state le interazioni carpite nella Sala della Pietra, a pian terreno. Utilizzando sempre una metodica definita «pitch-synchronous» siamo riusciti ad analizzare le diverse anomalie percepite non solo dalle strumentazioni ma anche dagli operatori in tempo reale. Per garantire errati passaggi di carattere fisico davanti ai microfoni, ci siamo avvalsi di sensori con tecnologia I.R. che con la loro copertura ci assicuravano l’assenza di variazioni termiche nelle immediate vicinanze degli stessi, Infatti, laddove qualcosa di fisico fosse passato nel raggio di almeno 12 metri, si sarebbero generati degli allarmi. In un campione è stato registrato un suono assomigliante ad un possibile mugugno. Tale suono assumerebbe caratteristiche quasi normofoniche. Esso riprodurrebbe, infatti, microperturbazioni con valori di jitter e shimmer quasi nulli negli sviluppi a breve termine della FO. Nel caso della prima anomalia, la Fx varia e si presenta a 72 Hz con range fx : 62Hz-83Hz, la seconda, invece, rileverebbe la Fx a 85Hz, con range fx : 70Hz-100Hz. Il range frequenziale denoterebbe tendenze di origine non convenzionale, non appartenente a parametri comuni. L’anomalia è stata udita anche in tempo reale da tutti i presenti. Un altro importante campione è stato rinvenuto sempre nella medesima stanza, in cui si riscontrerebbe una probabile voce maschile, pronunciante una lingua da noi non identificabile. Anche per questo campione, come per il precedente, il software sembrerebbe ancora non rilevare caratteristiche acustiche convenzionali. Nelle comparazioni delle FO, si notano notevoli differenze da quelli che potevano essere schemi interferenziali dovuti a riflessioni o successive attenuazioni sonore delle voci dei testimoni presenti sul posto. A tal proposito, in un altro campione rilevato e registrato, si sente chiaramente una “voce“ che sembrerebbe dire "bianca" o “mi-anca”. Non possiamo comunque dare a tale “voce” una corretta interpretazione, in quanto, si rischierebbe di cadere nella "Parendolia Acustica". Per essere certi della veridicità di tale possibile voce, abbiamo comparato le frequenze acustiche dei presenti sul posto, confrontando e analizzando, anche successivamente, le modulazioni di frequenza. Ne è risultato, in sintesi, che il software evidenziava la voce anomala e le voci dei presenti come segue: PITCH : Voce anomala: Fx: 84 Hz Voce anomala: FO :assente Marco Moressa: FO: 127 Hz Antonio De Bari: FO: 151Hz Daniela Basso: FO: 221 Hz Analizzando successivamente le modulazioni, ne è risultato quanto segue: Voce anomala range: 35 Hz-2766 Hz Marco Moressa, range: 170 Hz-13.000 Hz De Bari Antonio, range: 140 Hz-8.000 Hz Daniela Basso, range: 188 Hz- 5125 Hz Sulla base di tali elementi, e analizzando altri dati parametrici, siamo arrivati alla conclusione che tale anomalia non appartenesse con tutta probabilità al personale presente. Le fenomenologie sembrerebbero, ancora una volta, confermarci la possibilità di svilupparsi non solo in assenza, ma anche in presenza di soggetti umani. Inoltre, si noterebbe che tali fenomeni, in alcuni casi, si sviluppino localmente in punti molto precisi, sebbene vi siano più microfoni. Altro campione analizzato, e a dir poco impressionante, è stato quello riguardante la registrazione di possibili passi all’interno della stanza confinante a quella dove è contenuta la pietra insanguinata. Tale registrazione assumerebbe, in una prima fase, il riprodurre di passi nelle vicinanze del microfono, per poi svilupparsi con due suoni simili a quelli di un vocalizzo, assumendo intensità importanti. Come da protocollo O.P., per evitare la sovrapposizione di suoni e inutili inquinamenti durante il campionamento acustico, abbiamo isolato, in fase di pre- indagine, anche il piano superiore della Sala della Pietra. Inoltre, per escludere maggiormente passaggi di carattere fisico convenzionale ed aumentare il monitoraggio della zona, sono stati installati due sensori che, però, non hanno restituito alcuna sorta di segnalazione. Analisi fotografica Durante     la     ricerca,     sono     state     eseguite     svariate     tipologie     di     acquisizione     fotografica, accostando   a   tale   cattura     una   delle   nostre   apparecchiature   sperimentali   denominata   “Over Line”.   Analizzando   successivamente   la   grossa   mole   di   materiale   fotografico   raccolto   durante   la ricerca,   sono   emerse   delle   anomalie   non   trascurabili.   In   particolare,   due   scatti   sono   risultati degni    di    considerazione.    Abbiamo analizzato con attenzione anche le diverse posizioni e angolazioni degli elementi presenti nelle foto e ciò sembra confermare ulteriormente l’ipotesi che si tratti di fenomeni inconsueti. Dopo un esame accurato, siamo arrivati alla conclusione che, con buona probabilità, il tipo di luce presente sul posto non potesse generare effetti di aberrazioni cromatiche, visto anche l’utilizzo di lenti filtranti. Elenchiamo di seguito una breve descrizione di tali scatti. La prima foto,   è   stata   eseguita   nella   zona   del   secondo   piano,   per   la   precisione   nel   disimpegno del   corridoio   degli   appartamenti   privati   del   duca   D’Este, i n condizioni di luce minima. È stata contrastata per evidenziare maggiormente qu ella che sembrava essere un’anomalia. Il soggetto sensibile del team, che fin dal momento del sopralluogo e anche durante la ricerca ha asserito più volte di percepire in tale zona una forte connessione legata all’ambiente, è riuscito a focalizzare l a figura in questione, fornendo diversi dettagli fisionomici. La descrizione fornita potrebbe ricondurre all’aspetto di una donna che, in altri tempi, viveva nel castello per brevi periodi dell’anno. Esaminando la fotografia si può intravedere una figura evanescente che sembra dirigersi verso il centro di una porta, a poca distanza dal nostro sensitivo, e da uno dei responsabili del luogo. Ingrandendo maggiormente l’immagine se ne possono notare meglio i dettagli. Sembrerebbe che tale figura assuma delle sembianze femminili, che indossi, probabilmente, abiti di altri tempi e che stia stringendo un fazzoletto in mano. All’interno della figura si può notare una linea scura che sarebbe generata dalla proiezione di una gamba di uno dei nostri cavalletti e che sembra, a sua volta, aver immunizzato in parte l’effetto dell’Over Line. Abbiamo eseguito una comparazione tra essa e gli scatti precedenti e successivi per verificarne le differenze o i possibili aumenti di “rumore di fondo” e ne è emerso che la figura diafana si è presentata solo al momento dello scatto in oggetto. Per avere un’ulteriore conferma di ciò e per valutare se sussistessero eventuali effetti pareidolici, dovuti alla colorazione del muro in quel punto, abbiamo confrontato la fotografia con il nostro materiale video. Non sono state rilevate differenze cromatiche e nemmeno altre possibili forme riconducibili all’anomalia. Possiamo pertanto affermare che tale figura antropomorfa potrebbe essere il risultato di un fenomeno generato in quel preciso istante. Per un maggiore e obbiettivo riscontro, dopo le precedenti analisi di de Bari Antonio e tutto lo staff, ci siamo avvalsi anche della collaborazione di un fotografo professionista, Antonio Maria Dettori, che, oltre a lavorare nel mondo fotografico, si occupa, come noi, da anni, di ricerca parapsicologica. Le sue analisi avrebbero portato alla luce che, oltre alla scontata genuinità del nostro materiale, evidenzierebbero una sagoma anomala che, dopo opportuni processamenti, con software dedicati, risulta inusuale, confermando così le nostre precedenti ipotesi. Analizzando meglio lo scatto in piano tridimensionale, si nota la fattezza della figura che risulta avere un’altezza di circa 2 metri. Per essere ancora più certi delle nostre affermazioni, esaminando maggiormente lo scatto si evince che è stato eseguito non completamente in asse verticale, probabilmente per cause di sconnessione del pavimento. Infatti, dopo opportune analisi, il fotogramma risulterebbe inclinato verso destra di circa 3 o 4 gradi. Osservando lo stipite della porta e tracciando una verticale inclinata di tale angolazione, risulta evidente che la figura sborda dallo stipite, anche se i gradi di inclinazione dovrebbero compensare la sporgenza della figura stessa che, invece, risulta essere ancora fuori dai parametri standard. Inoltre, nella parte sinistra dello scatto, si nota una certa consistenza sullo stipite dell’altra porta presente, quindi, la bordatura asimmetrica che si evidenzia, potrebbe essere la teorica conseguenza del movimento della figura diafana. La seconda anomalia è stata rilevata nella Sala della Pietra, esattamente al pian terreno del Castello. Confrontando l’immagine con il materiale presente sul posto e prendendo in considerazione gli eventuali fenomeni ottici che avrebbero potuto generarsi, non siamo riusciti a trovare nessuna similitudine che possa aver ricondotto all’immagine emersa. Abbiamo escluso possibili trascinamenti o effetti scia, poiché la foto non risulta essere mossa e non risultano comparire soggetti in movimento. L’immagine mostra la figura di una possibile sagoma che assumerebbe sembianze simili a quelle di un uomo. La conformazione non è perfettamente definita, in quanto le condizioni di luce nell’ambiente erano scarse, tuttavia sembra assumere una profondità di bit significativa. Si possono notare le sembianze ben delineate di un uomo, il cui corpo si sviluppa nella sua interezza. L’altezza della figura maschile si quantificherebbe in 2,30 metri circa, inoltre, sembra coincidere maggiormente proprio con la struttura usuale corporea di un uomo, si notano, infatti, gambe e le braccia. Ciò che colpisce è che, il possibile uomo, sembra indossare, oltre ad una casacca, anche una tipica calzamaglia, molto simile a quelle tipicamente vestite durante altre epoche. La nostra ipotesi, riguardo all’apparizione di una figura maschile, sarebbe ulteriormente avvalorata dal fatto che, tale probabile presenza, sembra svilupparsi anche in termini elettroacustici e sembra assumere carattere prevalentemente maschile. Al momento dello scatto, inoltre, non risultano elementi interposti tra la fonte di luce e il muro. Teniamo a precisare che l’emissione di luce, che assume colorazione blu nell’ambiente, è di tipo artificiosa e, in particolar modo è generata da una delle nostre apparecchiature. Nel dettaglio, inoltre, si scorge, sulla destra del fotogramma, uno sbiancamento localizzato dell’immagine, dovuto alla saturazione frequenziale in banda infrarossa, generata da una delle apparecchiature in dotazione al nostro operatore video. Analizzando maggiormente l’immagine, risulta evidente anche una macchia scura, accanto all'anomalia, che nulla ha a che vedere con fenomeni non convenzionali. Gran parte di tale assorbimento, d’altro canto, altro non sarebbe che il contorno di una porta e di un termosifone presente in loco. Risulta quindi inspiegabile solo una parte di assorbimento di luce che andrebbe ad aggiungersi all’anomalia apparentemente emersa sul muro. Sono state valutate, inoltre, le propagazioni di luce, trattandosi di lenti che proiettano con un angolazione di circa 130°. Dai nostri esami, si evince che, sebbene non vi sia nulla che proietti l’assorbimento in quella zona, non vi sia neppure l’interessamento dell’irradiazione di luce all’interno della figura, quindi, sembrerebbe che la sagoma stessa assorba completamente la luce solo localmente. Analisi fenomeni termici Fenomeni termici razionali e relativi campionamenti: Durante   la   ricerca,   sono   state   rilevate   inizialmente   tutte   le   temperature   dei   vari   ambienti   presi   in considerazione   durante   i   rilievi   ambientali.   Riportiamo   qui   di   seguito   i   rilievi   eseguiti   poco   prima della ricerca: zona primo piano 10.3 C° muro esterno 1.5 C° over line up 10.2 C° down10.1 C° zona secondo piano 9.7 C° muro Esterno 2 C° over line up 9.7 C° down 9.7 C° zona uffici pian terreno 7C° muro esterno 1.5 C° over line up 7.1 C° down 7.1 C° zona scalinata 6.2C° muro esterno -1.5 C° over line up 6.1 C° down 6.0 C° rilievo iniziale: anomalia secondo piano muro esterno1.3 C° over line up 8.7C° down 8.3 C rilievo finale: anomalia secondo piano muro esterno -5.3 C° over line up 6.3C down 6.1C° Fenomeni termici non convenzionali Durante   la   ricerca,   l’unica   anomalia   di   carattere   termico   è   avvenuta   al   secondo   piano,   durante   la probabile   interconnessione   tra   i   soggetti   presenti   e   il   luogo.   Il   ricercatore-sensitivo,   infatti, avvertiva   e   visualizzava   una   sagoma   poi   risultata   apparire   in   una   foto.   Sul luogo, sono state evidenziate delle differenze sostanziali di temperatura che hanno generato fenomeni di “hot- spot” (sbalzi repentini di temperatura ingiustificati). Sembra abbastanza frequente che, durante le possibili interazioni di un sensitivo o altri soggetti nel luogo si possano presentare con tali “forme di interconnessione“ delle anomalie termiche simili, in particolare, è stato rilevato un hot spot di 6.6 C°. Resoconto sensazioni personali soggetto sensibile Nel   sopralluogo   effettuato,   in   data   18/11/2012,   il   Sig.   Antonio   De   Bari   visualizzava,   in   una   zona precisa    del    castello,    un    cunicolo    scavato    nella    roccia,    non    visibile    dall’esterno    e    non menzionato     in     alcun     documento     pubblico.     La     presenza     del     suddetto     cunicolo     veniva confermata,   da   uno   dei   responsabili   del   castello,   nel   momento   in   cui   il   Sig.   De   Bari   evidenziava il   punto   preciso   dove   aveva   ottenuto   la   sua   visualizzazione.   Tale   cunicolo   era   presente   in   un area   non   aperta   al   pubblico   e   veniva   utilizzato,   un   tempo,   per   accedere   segretamente   ad   una determinata    area    del    castello.    Un    secondo    riscontro    avveniva    durante    l’indagine    datata 15/12/2012,   in   una   zona   adiacente   alla   scalinata   scavata   nella   roccia,   dove   veniva   percepito   dal sensitivo   la   presenza   di   acqua.   Successivamente,   la   sensazione   veniva   nuovamente   confermata da   uno   dei   responsabili,   infatti,   all’interno   della   parete,   dove   il   sensitivo   indicava   la   percezione d’acqua,   è   sita   una   cisterna   occultata,   utilizzata   nel   ‘500   come   riserva   di   approvvigionamento. Anche   in   questo   caso,   l’elemento   non   era   visibile   ad   occhio   nudo.   Il   terzo   e   più   importante riscontro,   ottenuto   da   De   Bari,   è   avvenuto   nella   parte   superiore   del   castello.   Durante   l’indagine avvertiva   la   presenza   di   una   "memoria   del   posto”,   legata   ad   una   figura   femminile.   Nello   stesso istante,   durante   l’indagine,   veniva   monitorata   la   temperatura   non   solo   dell’ambiente,   ma   anche quella   localizzata.   La   variazione   termica,   riscontrata   in   tale   istante,   è   stata   superiore   a   6.6   C°. Nello   stesso   momento,   è   stato   realizzato   uno   scatto   fotografico,   il   quale,   è   risultato   molto interessante    perché,    nella    zona    indicata    dal    sensitivo,    sembrerebbe    mostrare    una    sagoma avente   sembianze   femminili.   Nel   corridoio   di   passaggio,   antistante   alla   scala   scavata   nella roccia,    il    sensitivo    avvertiva    una    forte    incidenza    sacro-religiosa,    generata    da    probabili connessioni     atemporali.     Successivamente,     nella     zona     sono     state     rilevate     interazioni elettroacustiche   che   sembrerebbero   riprodurre   dei   canti   di   carattere   religioso.   Le   sensazioni personali   sono   state   poco   rilevanti,   in   alcune   zone   del   castello,   e   più   importanti   in   altre.   Le   zone più   “reattive”   sono   state:   la   Sala   della   Pietra,   la   zona   del   secondo   piano,   il   corridoio   degli appartamenti   privati   del   Duca   D’Este,   la   Sala   degli   Stemmi   e   la   stanza   adiacente   ad   essa.   In particolar   modo,   nella   zona   degli   appartamenti   privati   del   Duca   D’Este,   veniva   avvertito   un senso     di     pesantezza     alla     testa     immotivato.     Sebbene     l’ambiente     fosse     ventilato,     la sintomatologia   veniva   accusata   solo   in   tale   zona,   anche   da   più   membri,   senza   che   ci   fosse influenza    psicologica    reciproca.    Nel    complesso,    la    sensazione    generale    è    che    la    struttura sembra   conservare   dei   segreti   ancora   non   svelati   e   che,   a   parte   alcune   zone,   trasmetta   una certa   armonia   e   tranquillità,   al   contrario   di   quanto,   invece,   si   possa   pensare.   Molto   spesso, infatti, le persone si lasciano condizionare dallo stereotipo diffuso dalla cattiva informazione.
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Battaglia Terme (PD) Luogo e modalità di ricerca La ricerca è stata condotta presso il Castello del Catajo, sito a Battaglia Terme (PD), in data 15/12/2012 e si è suddivisa principalmente in due fasi. Durante un primo sopralluogo diurno, abbiamo individuato, grazie all’intervento del nostro sensitivo, le zone di maggior interesse per eseguire l’indagine e raccogliere i dati necessari. Questo non solo allo scopo di individuare possibili fonti inquinanti, ma anche nel caso in cui, in seguito, fossero servite eventuali comparazioni fotografiche. Infine, nel corso di una successiva ricerca serale e notturna, abbiamo potuto accedere ai locali reputati più significativi al fine dell’indagine, non solo all’interno del Castello del Catajo, ma anche presso le aree esterne che circondano la struttura principale. Per eseguire i diversi rilevamenti negli ambienti, abbiamo utilizzato svariati strumenti. Nello specifico la nostra squadra, impiegando tecniche differenti, ha effettuato delle riprese tramite l’ausilio di telecamere e macchine fotografiche di varie tipologie. Abbiamo raccolto registrazioni di tipo acustico con appositi microfoni corredati di dedicata equalizzazione, inoltre, abbiamo eseguito frequenti monitoraggi del campo elettromagnetico e termico con particolari apparecchiature. Sono state utilizzate anche strumentazioni sperimentali per l’irradiamento e la misurazione di frequenza ad ampio spettro e, soprattutto, quelle che si sviluppano nella gamma infrarossa e ultravioletta. Durante la ricerca, come da protocollo O.P., abbiamo cercato di individuare e isolare il più possibile eventuali fonti inquinanti naturali, tenendo sempre presente che tali fenomeni, comunque, non possono essere esclusi totalmente. Teniamo a specificare che, durante l’indagine, non erano presenti persone estranee, fatta eccezione per i due responsabili del luogo in questione. Tale precauzione è stata adottata per evitare il più possibile l’inquinamento del materiale raccolto durante l’investigazione. La ricerca notturna si è poi sviluppata con le seguenti tempistiche: -Arrivo e inizio preparativi: ore 15.00 -Inizio indagine: ore 00.15 -Fine indagine: ore 4.20. Motivo della ricerca A seguito delle segnalazioni dei passanti e dei visitatori del Castello, sembrerebbero verificarsi più volte fenomeni inconsueti. Nello specifico si svilupperebbero soprattutto nel campo visivo, in particolar modo, sarebbe stata avvistata più volte una figura femminile che si aggirerebbe nei piani superiori. In base alle testimonianze, l’evento si sarebbe manifestato davanti a più persone e in diversi episodi. Questi molteplici fattori hanno destato il nostro interesse, pertanto, abbiamo deciso di interessarci al caso. Analisi dei fenomeni fisici spiegabili Fenomeni ottici razionali La vicinanza alla strada potrebbe determinare leggeri bagliori di luce, generati dai fari delle autovetture in transito che, riflettendosi sui vetri delle finestre e sulle pareti del Castello, potrebbero risultare ingannevoli ed essere erroneamente interpretati dal nostro occhio. Le immagini confuse vengono trasmesse velocemente al cervello che, successivamente, le processa, facendo così assumere alla conformazione luminosa una forma conosciuta a livello conscio. Fenomeni acustici razionali Nelle vicinanze del Castello, e più precisamente nel parco circostante, è presente una numerosa colonia di daini, inoltre, nel cortile dei Giganti, all’interno del castello stesso, vi sono dei conigli e lo zigare di questi ultimi è stato rilevato dai nostri microfoni, seppur posizionati all’interno della struttura. Per quanto riguarda i daini, invece, non vi sono state influenze acustiche, in quanto le mura esterne del castello, a questo proposito, svolgono una funzione di pieno isolamento acustico. Le pareti infatti mostrano un alto potere di attenuazione sonora, tuttavia, il traffico stradale, invece, è stato rilevato dai nostri microfoni, a causa della vicinanza della strada statale. In alcuni punti delle registrazioni è stato percepito un rumore di fondo, soprattutto nelle basse frequenze, dovuto non solo all’attenuazione prodotta dalla struttura di cinta del Catajo, ma anche alle caratteristiche dell’infrasuono di poter percorrere lunghe distanze. L’inquinamento acustico, quindi, non risulta del tutto escludibile. Nelle vicinanze del Castello è presente anche una rete ferroviaria e ne sono state controllate posizioni e distanze. Il passaggio dei treni poteva in parte interagire micro fonicamente, nonostante la presenza di una galleria. I nostri sensori sismici, tuttavia, non hanno rilevato variazioni parametriche significative, dunque, l’attenuazione acustica nelle zone interrate della rete ferroviaria, risultava di gran lunga superiore rispetto all’emissione sonora dei convogli stessi. Sono stati comunque verificati gli orari della linea, riscontrando che, durante le ore di ricerca, non si sono verificati transiti di treni, pertanto, l’influenza della linea ferroviaria è stata esclusa. Alcuni Raps sono stati esclusi dopo analisi elettroacustica a causa delle loro caratteristiche, in quanto apparterrebbero a normali assestamenti della struttura. Durante le analisi infatti sembrerebbero graficamente differenti da quelli registrati in altri momenti e si svilupperebbero con intensità acustica dissimile da quelli più plausibili che, a parità di distanza, presenterebbero un incremento di almeno -3db, oltre ad assumere caratteristiche elettroacustiche completamente diverse. Analisi del campo elettromagnetico e ionizzante Prima di iniziare la ricerca, è stato scansionato l’intero ambiente, utilizzando apparecchiature atte ad analizzare lo spettro di possibili picchi in radiofrequenza e per monitorare gli eventuali fenomeni di campo elettrico e di forza. Sono state impiegate, nello specifico, apparecchiature portatili e da banco, utilizzate in laboratori di misura per l’analisi dello spettro. Durante l’intera ricerca non vi sono state anomalie interazionali significative nell’ambito dei campi elettromagnetici. In particolare, nella balconata esterna, in un paio di casi, le interazioni strumentali sono risultate poi di origine normale. E' stata riscontrata una banda emittente attorno ai 915 Mhz avente intensità di 46 dbm che risultava variare probabilmente a causa dell’intensa umidità nell’aria. Il tutto è risultato imputabile alla presenza di un ripetitore nella zona che, in determinati punti, poteva influire sull’accensione di apparecchiature a segnalazione luminosa che spesso vengono volgarmente utilizzate nei programmi televisivi. Nelle vicinanze della sala della famosa pietra, è stata riscontrata una banda frequenziale di circa 2.4 GHz, poi successivamente rilevata a causa dell’esistenza di un piccolo access point. In seguito alla nostra segnalazione, i responsabili hanno provveduto a spegnerlo. Poco prima dell’indagine abbiamo riscontrato la presenza di almeno un telefono acceso. Uno dei nostri operatori aveva inavvertitamente lasciato il telefono in modalità “stand-by”, infatti, la componente radio risultava ancora accesa. Dopo questo ulteriore controllo, l' operatore stesso ha provveduto a spegnerlo. Sono stati valutati anche possibili presenze di campi elettrici, i quali, vista la scarsità di utilizzatori elettrici nell’ambiente, risultavano quasi inesistenti. Inoltre, per quanto riguarda l’emissione radon, non sono state rilevate dal nostro contatore variazioni ionizzanti considerevoli. I valori espressi in Bq/m non superano le 30 unità, pertanto, le possibili allucinazioni che potevano essere generate dagli effetti ionizzanti sono da escludersi. Nel luogo, infatti, non erano presenti materiali o minerali che potessero favorire e generare tali rilasci, sebbene all’interno della struttura vi siano numerose conformazioni rocciose. Analisi dei fenomeni sismici e cinetici Sono stati monitorati i possibili fenomeni cinetici, ma al momento non risultano riscontri tangibili. Una lieve attività sismica localizzata è stata notata nella zona dei solai superiori del primo e secondo piano, in particolar modo, nella stanza degli stemmi. Il fenomeno è stato ricondotto a cause del tutto naturali. La pavimentazione di questi piani è costituita da basamenti in legno che, al passaggio degli operatori, generava la flessione delle travi portanti, con conseguenti vibrazioni dell’intera pavimentazione. Il nostro personale quindi ha eseguito i vari rilevamenti in tali zone, evitando eccessivi movimenti. Durante tutto l’arco della ricerca, i nostri sensori sismici non hanno rilevato parametri di importanza tali da determinare anomalie inusuali. Analisi video Durante l’indagine sono state eseguite diverse ore di monitoraggio e cattura video, sia con tipologia Tvcc che mobile, utilizzando tecnologie in banda infrarossa vicina e lontana. Il campionamento delle immagini è stato aumentato con parametri non convenzionali. Ci siamo avvalsi di un'apposita scheda video (non reperibile in commercio), per l’acquisizione di immagine ad alta frequenza di campionamento, che ci ha permesso di rilevare piccoli particolari di rilevante importanza. Al momento, non risultano riscontri di anomalie tangibili o certificabili, in quanto l’andamento del video e del suo relativo flusso dati è del tutto regolare, ad eccezione di un breve periodo, per una sola telecamera, di tipologia tvcc, posizionata nella sala della pietra. Tale telecamera risulterebbe, in particolari istanti, perdere la codifica grafica, probabilmente a causa del fatto che il ccd non sia riuscito ad interpretare l’immagine. Tale fenomeno potrebbe essere generato dalla dispersione del segnale video nel cavo, aggravato anche all’impatto con le basse temperature e alla lunghezza limite del cavo stesso. Tali fattori potrebbero aver generato il problema, impedendo alla telecamera di lavorare nel range dei parametri garantiti dalla casa costruttrice, tuttavia, risulta una “coincidenza” curiosa che l’anomalia sia avvenuta proprio negli istanti in cui sviluppi elettroacustici hanno avuto riscontro. Analisi fenomeni anomali Analisi dei fenomeni elettroacustici Dopo il lungo e approfondito lavoro di analisi spettro-acustica, sono risultate svariate anomalie non riconducibili a fenomeni fisici convenzionali. I campioni acustici rilevati risultano molto interessanti, nella fattispecie, non presentano caratteristiche di natura comune. Nell’ulteriore analisi, eseguita mediante test comparativi, non risultano analogie frequenziali e campioni voce appartenenti a membri del team, in particolar modo, abbiamo analizzato lo sviluppo delle frequenze fondamentali. Con tutta probabilità si può asserire che i campioni appartengano ad una categoria di suoni o voci spiegabili solo attraverso “interconnessioni dinamiche” tra ambiente e soggetti presenti. Uno dei campioni acustici è stato carpito nella zona del primo piano, nel corridoio adiacente alla scalinata scavata nella roccia. Si evince che il campione è interessato anche da interazioni di carattere comune, con conseguente inquinamento generato da uno dei nostri operatori. Infatti si può udire in parte la sua voce con successivi passi in progressiva lontananza. Per la precisione, il transito del nostro operatore è avvenuto sulla scalinata che conduce al secondo piano. A nostro avviso tali suoni comuni, soprattutto la cadenza dei passi, avrebbero rigenerato o richiamato un’interazione di tipo atemporale, dimostrata con la registrazione di canti di probabile natura gregoriana. Nel campione si può ascoltare in due particolari momenti una sorta di canto, nulla a che vedere con interazioni convenzionali. Nelle analisi spettro-acustiche di tale campione, il software non sembra rilevare infatti campioni di voce comuni con caratteristiche parametriche umane, eppure, si evincono analogie appartenenti ai tipici vocalizzi. L’aspetto armonico del possibile “canto” riconduce a caratteristiche inusuali che si sviluppano nel range delle frequenze voce. Al contrario la voce in lontananza del nostro operatore viene rilevata come tale, assumendo caratteristiche normofoniche. Non meno importanti sono state le interazioni carpite nella Sala della Pietra, a pian terreno. Utilizzando sempre una metodica definita «pitch- synchronous» siamo riusciti ad analizzare le diverse anomalie percepite non solo dalle strumentazioni ma anche dagli operatori in tempo reale. Per garantire errati passaggi di carattere fisico davanti ai microfoni, ci siamo avvalsi di sensori con tecnologia I.R. che con la loro copertura ci assicuravano l’assenza di variazioni termiche nelle immediate vicinanze degli stessi, Infatti, laddove qualcosa di fisico fosse passato nel raggio di almeno 12 metri, si sarebbero generati degli allarmi. In un campione è stato registrato un suono assomigliante ad un possibile mugugno. Tale suono assumerebbe caratteristiche quasi normofoniche. Esso riprodurrebbe, infatti, microperturbazioni con valori di jitter e shimmer quasi nulli negli sviluppi a breve termine della FO. Nel caso della prima anomalia, la Fx varia e si presenta a 72 Hz con range fx : 62Hz- 83Hz, la seconda, invece, rileverebbe la Fx a 85Hz, con range fx : 70Hz-100Hz. Il range frequenziale denoterebbe tendenze di origine non convenzionale, non appartenente a parametri comuni. L’anomalia è stata udita anche in tempo reale da tutti i presenti. Un altro importante campione è stato rinvenuto sempre nella medesima stanza, in cui si riscontrerebbe una probabile voce maschile, pronunciante una lingua da noi non identificabile. Anche per questo campione, come per il precedente, il software sembrerebbe ancora non rilevare caratteristiche acustiche convenzionali. Nelle comparazioni delle FO, si notano notevoli differenze da quelli che potevano essere schemi interferenziali dovuti a riflessioni o successive attenuazioni sonore delle voci dei testimoni presenti sul posto. A tal proposito, in un altro campione rilevato e registrato, si sente chiaramente una “voce“ che sembrerebbe dire "bianca" o “mi-anca”. Non possiamo comunque dare a tale “voce” una corretta interpretazione, in quanto, si rischierebbe di cadere nella "Parendolia Acustica". Per essere certi della veridicità di tale possibile voce, abbiamo comparato le frequenze acustiche dei presenti sul posto, confrontando e analizzando, anche successivamente, le modulazioni di frequenza. Ne è risultato, in sintesi, che il software evidenziava la voce anomala e le voci dei presenti come segue: PITCH : Voce anomala: Fx: 84 Hz Voce anomala: FO :assente Marco Moressa: FO: 127 Hz Antonio De Bari: FO: 151Hz Daniela Basso: FO: 221 Hz Analizzando successivamente le modulazioni, ne è risultato quanto segue: Voce anomala range: 35 Hz-2766 Hz Marco Moressa, range: 170 Hz-13.000 Hz De Bari Antonio, range: 140 Hz-8.000 Hz Daniela Basso, range: 188 Hz- 5125 Hz Sulla base di tali elementi, e analizzando altri dati parametrici, siamo arrivati alla conclusione che tale anomalia non appartenesse con tutta probabilità al personale presente. Le fenomenologie sembrerebbero, ancora una volta, confermarci la possibilità di svilupparsi non solo in assenza, ma anche in presenza di soggetti umani. Inoltre, si noterebbe che tali fenomeni, in alcuni casi, si sviluppino localmente in punti molto precisi, sebbene vi siano più microfoni. Altro campione analizzato, e a dir poco impressionante, è stato quello riguardante la registrazione di possibili passi all’interno della stanza confinante a quella dove è contenuta la pietra insanguinata. Tale registrazione assumerebbe, in una prima fase, il riprodurre di passi nelle vicinanze del microfono, per poi svilupparsi con due suoni simili a quelli di un vocalizzo, assumendo intensità importanti. Come da protocollo O.P., per evitare la sovrapposizione di suoni e inutili inquinamenti durante il campionamento acustico, abbiamo isolato, in fase di pre-indagine, anche il piano superiore della Sala della Pietra. Inoltre, per escludere maggiormente passaggi di carattere fisico convenzionale ed aumentare il monitoraggio della zona, sono stati installati due sensori che, però, non hanno restituito alcuna sorta di segnalazione. Analisi fotografica Durante   la   ricerca,   sono   state   eseguite svariate       tipologie       di       acquisizione fotografica,    accostando    a    tale    cattura    una       delle       nostre       apparecchiature sperimentali    denominata    “Over    Line”. Analizzando   successivamente   la   grossa mole    di    materiale    fotografico    raccolto durante    la    ricerca,    sono    emerse    delle anomalie         non         trascurabili.         In particolare,     due     scatti     sono     risultati degni      di      considerazione.      Abbiamo analizzato con attenzione anche le diverse posizioni e angolazioni degli elementi presenti nelle foto e ciò sembra confermare ulteriormente l’ipotesi che si tratti di fenomeni inconsueti. Dopo un esame accurato, siamo arrivati alla conclusione che, con buona probabilità, il tipo di luce presente sul posto non potesse generare effetti di aberrazioni cromatiche, visto anche l’utilizzo di lenti filtranti. Elenchiamo di seguito una breve descrizione di tali scatti. La prima foto,    è    stata    eseguita    nella zona      del      secondo      piano,      per      la precisione   nel   disimpegno   del   corridoio degli     appartamenti     privati     del     duca D’Este, i n condizioni di luce minima. È stata contrastata per evidenziare maggiormente qu ella che sembrava essere un’anomalia. Il soggetto sensibile del team, che fin dal momento del sopralluogo e anche durante la ricerca ha asserito più volte di percepire in tale zona una forte connessione legata all’ambiente, è riuscito a focalizzare l a figura in questione, fornendo diversi dettagli fisionomici. La descrizione fornita potrebbe ricondurre all’aspetto di una donna che, in altri tempi, viveva nel castello per brevi periodi dell’anno. Esaminando la fotografia si può intravedere una figura evanescente che sembra dirigersi verso il centro di una porta, a poca distanza dal nostro sensitivo, e da uno dei responsabili del luogo. Ingrandendo maggiormente l’immagine se ne possono notare meglio i dettagli. Sembrerebbe che tale figura assuma delle sembianze femminili, che indossi, probabilmente, abiti di altri tempi e che stia stringendo un fazzoletto in mano. All’interno della figura si può notare una linea scura che sarebbe generata dalla proiezione di una gamba di uno dei nostri cavalletti e che sembra, a sua volta, aver immunizzato in parte l’effetto dell’Over Line. Abbiamo eseguito una comparazione tra essa e gli scatti precedenti e successivi per verificarne le differenze o i possibili aumenti di “rumore di fondo” e ne è emerso che la figura diafana si è presentata solo al momento dello scatto in oggetto. Per avere un’ulteriore conferma di ciò e per valutare se sussistessero eventuali effetti pareidolici, dovuti alla colorazione del muro in quel punto, abbiamo confrontato la fotografia con il nostro materiale video. Non sono state rilevate differenze cromatiche e nemmeno altre possibili forme riconducibili all’anomalia. Possiamo pertanto affermare che tale figura antropomorfa potrebbe essere il risultato di un fenomeno generato in quel preciso istante. Per un maggiore e obbiettivo riscontro, dopo le precedenti analisi di de Bari Antonio e tutto lo staff, ci siamo avvalsi anche della collaborazione di un fotografo professionista, Antonio Maria Dettori, che, oltre a lavorare nel mondo fotografico, si occupa, come noi, da anni, di ricerca parapsicologica. Le sue analisi avrebbero portato alla luce che, oltre alla scontata genuinità del nostro materiale, evidenzierebbero una sagoma anomala che, dopo opportuni processamenti, con software dedicati, risulta inusuale, confermando così le nostre precedenti ipotesi. Analizzando meglio lo scatto in piano tridimensionale, si nota la fattezza della figura che risulta avere un’altezza di circa 2 metri. Per essere ancora più certi delle nostre affermazioni, esaminando maggiormente lo scatto si evince che è stato eseguito non completamente in asse verticale, probabilmente per cause di sconnessione del pavimento. Infatti, dopo opportune analisi, il fotogramma risulterebbe inclinato verso destra di circa 3 o 4 gradi. Osservando lo stipite della porta e tracciando una verticale inclinata di tale angolazione, risulta evidente che la figura sborda dallo stipite, anche se i gradi di inclinazione dovrebbero compensare la sporgenza della figura stessa che, invece, risulta essere ancora fuori dai parametri standard. Inoltre, nella parte sinistra dello scatto, si nota una certa consistenza sullo stipite dell’altra porta presente, quindi, la bordatura asimmetrica che si evidenzia, potrebbe essere la teorica conseguenza del movimento della figura diafana. La seconda anomalia è stata rilevata nella Sala della Pietra, esattamente al pian terreno del Castello. Confrontando l’immagine con il materiale presente sul posto e prendendo in considerazione gli eventuali fenomeni ottici che avrebbero potuto generarsi, non siamo riusciti a trovare nessuna similitudine che possa aver ricondotto all’immagine emersa. Abbiamo escluso possibili trascinamenti o effetti scia, poiché la foto non risulta essere mossa e non risultano comparire soggetti in movimento. L’immagine mostra la figura di una possibile sagoma che assumerebbe sembianze simili a quelle di un uomo. La conformazione non è perfettamente definita, in quanto le condizioni di luce nell’ambiente erano scarse, tuttavia sembra assumere una profondità di bit significativa. Si possono notare le sembianze ben delineate di un uomo, il cui corpo si sviluppa nella sua interezza. L’altezza della figura maschile si quantificherebbe in 2,30 metri circa, inoltre, sembra coincidere maggiormente proprio con la struttura usuale corporea di un uomo, si notano, infatti, gambe e le braccia. Ciò che colpisce è che, il possibile uomo, sembra indossare, oltre ad una casacca, anche una tipica calzamaglia, molto simile a quelle tipicamente vestite durante altre epoche. La nostra ipotesi, riguardo all’apparizione di una figura maschile, sarebbe ulteriormente avvalorata dal fatto che, tale probabile presenza, sembra svilupparsi anche in termini elettroacustici e sembra assumere carattere prevalentemente maschile. Al momento dello scatto, inoltre, non risultano elementi interposti tra la fonte di luce e il muro. Teniamo a precisare che l’emissione di luce, che assume colorazione blu nell’ambiente, è di tipo artificiosa e, in particolar modo è generata da una delle nostre apparecchiature. Nel dettaglio, inoltre, si scorge, sulla destra del fotogramma, uno sbiancamento localizzato dell’immagine, dovuto alla saturazione frequenziale in banda infrarossa, generata da una delle apparecchiature in dotazione al nostro operatore video. Analizzando maggiormente l’immagine, risulta evidente anche una macchia scura, accanto all'anomalia, che nulla ha a che vedere con fenomeni non convenzionali. Gran parte di tale assorbimento, d’altro canto, altro non sarebbe che il contorno di una porta e di un termosifone presente in loco. Risulta quindi inspiegabile solo una parte di assorbimento di luce che andrebbe ad aggiungersi all’anomalia apparentemente emersa sul muro. Sono state valutate, inoltre, le propagazioni di luce, trattandosi di lenti che proiettano con un angolazione di circa 130°. Dai nostri esami, si evince che, sebbene non vi sia nulla che proietti l’assorbimento in quella zona, non vi sia neppure l’interessamento dell’irradiazione di luce all’interno della figura, quindi, sembrerebbe che la sagoma stessa assorba completamente la luce solo localmente. Analisi fenomeni termici Fenomeni termici razionali e relativi campionamenti: Durante    la    ricerca,    sono    state    rilevate inizialmente   tutte   le   temperature   dei   vari ambienti       presi       in       considerazione durante   i   rilievi   ambientali.   Riportiamo qui    di    seguito    i    rilievi    eseguiti    poco prima della ricerca: zona primo piano 10.3 C° muro esterno 1.5 C° over line up 10.2 C° down10.1 C° zona secondo piano 9.7 C° muro Esterno 2 C° over line up 9.7 C° down 9.7 C° zona uffici pian terreno 7C° muro esterno 1.5 C° over line up 7.1 C° down 7.1 C° zona scalinata 6.2C° muro esterno -1.5 C° over line up 6.1 C° down 6.0 C° rilievo iniziale: anomalia secondo piano muro esterno1.3 C° over line up 8.7C° down 8.3 C rilievo finale: anomalia secondo piano muro esterno -5.3 C° over line up 6.3C down 6.1C° Fenomeni termici non convenzionali Durante   la   ricerca,   l’unica   anomalia   di carattere   termico   è   avvenuta   al   secondo piano,          durante          la          probabile interconnessione   tra   i   soggetti   presenti e   il   luogo.   Il   ricercatore-sensitivo,   infatti, avvertiva   e   visualizzava   una   sagoma   poi risultata   apparire   in   una   foto.   Sul luogo, sono state evidenziate delle differenze sostanziali di temperatura che hanno generato fenomeni di “hot-spot” (sbalzi repentini di temperatura ingiustificati). Sembra abbastanza frequente che, durante le possibili interazioni di un sensitivo o altri soggetti nel luogo si possano presentare con tali “forme di interconnessione“ delle anomalie termiche simili, in particolare, è stato rilevato un hot spot di 6.6 C°. Resoconto              sensazioni personali soggetto sensibile Nel     sopralluogo     effettuato,     in     data 18/11/2012,     il     Sig.     Antonio     De     Bari visualizzava,    in    una    zona    precisa    del castello,     un     cunicolo     scavato     nella roccia,   non   visibile   dall’esterno   e   non menzionato       in       alcun       documento pubblico.     La     presenza     del     suddetto cunicolo   veniva   confermata,   da   uno   dei responsabili   del   castello,   nel   momento in   cui   il   Sig.   De   Bari   evidenziava   il   punto preciso    dove    aveva    ottenuto    la    sua visualizzazione.      Tale      cunicolo      era presente     in     un     area     non     aperta     al pubblico   e   veniva   utilizzato,   un   tempo, per     accedere     segretamente     ad     una determinata      area      del      castello.      Un secondo     riscontro     avveniva     durante l’indagine     datata     15/12/2012,     in     una zona    adiacente    alla    scalinata    scavata nella   roccia,   dove   veniva   percepito   dal sensitivo       la       presenza       di       acqua. Successivamente,   la   sensazione   veniva nuovamente     confermata     da     uno     dei responsabili,     infatti,     all’interno     della parete,    dove    il    sensitivo    indicava    la percezione   d’acqua,   è   sita   una   cisterna occultata,     utilizzata     nel     ‘500     come riserva    di    approvvigionamento.    Anche in     questo     caso,     l’elemento     non     era visibile   ad   occhio   nudo.   Il   terzo   e   più importante    riscontro,    ottenuto    da    De Bari,   è   avvenuto   nella   parte   superiore del        castello.        Durante        l’indagine avvertiva   la   presenza   di   una   "memoria del      posto”,      legata      ad      una      figura femminile.   Nello   stesso   istante,   durante l’indagine,        veniva        monitorata        la temperatura   non   solo   dell’ambiente,   ma anche   quella   localizzata.   La   variazione termica,    riscontrata    in    tale    istante,    è stata    superiore    a    6.6    C°.    Nello    stesso momento,   è   stato   realizzato   uno   scatto fotografico,    il    quale,    è    risultato    molto interessante   perché,   nella   zona   indicata dal     sensitivo,     sembrerebbe     mostrare una        sagoma        avente        sembianze femminili.    Nel    corridoio    di    passaggio, antistante     alla     scala     scavata     nella roccia,   il   sensitivo   avvertiva   una   forte incidenza    sacro-religiosa,    generata    da probabili        connessioni        atemporali. Successivamente,   nella   zona   sono   state rilevate   interazioni   elettroacustiche   che sembrerebbero    riprodurre    dei    canti    di carattere       religioso.       Le       sensazioni personali   sono   state   poco   rilevanti,   in alcune      zone      del      castello,      e      più importanti      in      altre.      Le      zone      più “reattive”     sono     state:     la     Sala     della Pietra,    la    zona    del    secondo    piano,    il corridoio   degli   appartamenti   privati   del Duca   D’Este,   la   Sala   degli   Stemmi   e   la stanza   adiacente   ad   essa.   In   particolar modo,    nella    zona    degli    appartamenti privati   del   Duca   D’Este,   veniva   avvertito un     senso     di     pesantezza     alla     testa immotivato.    Sebbene    l’ambiente    fosse ventilato,      la      sintomatologia      veniva accusata   solo   in   tale   zona,   anche   da   più membri,    senza    che    ci    fosse    influenza psicologica    reciproca.    Nel    complesso, la      sensazione      generale      è      che      la struttura   sembra   conservare   dei   segreti ancora   non   svelati   e   che,   a   parte   alcune zone,    trasmetta    una    certa    armonia    e tranquillità,     al     contrario     di     quanto, invece,   si   possa   pensare.   Molto   spesso, infatti,       le       persone       si       lasciano condizionare     dallo     stereotipo     diffuso dalla cattiva informazione.
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