Associazione Culturale Orizzonti Paranormali
“Non tutto quello che non si comprende necessariamente non esiste”
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Ricerca scientifica e misfatti

“Il millantatore bussa sempre alla porta dell’ignoranza”

Quello che molti non dicono: Rubrica Orizzonti Paranormali

Questo articolo vuole precisare alcuni aspetti importanti che coinvolgono le ricerche di carattere scientifico e parapsicologico, esponendo alcune differenze che distinguono la reale ricerca scientifica da quelle attività che servono solo per fare spettacolo. Il continuo dilagare della cattiva informazione dell'argomento ci vede costretti a mettere in luce alcuni elementi fondamentali della materia da noi trattata. Associazioni poco serie o gruppi di persone che si cimentano in questa attività senza alcuno studio e senza alcuna reale conoscenza, contribuiscono solo a sorreggere uno stereotipo sbagliato del mondo del paranormale e di tutte le argomentazioni correlate ad esso. Queste persone molto spesso non hanno alcuna conoscenza approfondita delle apparecchiature in utilizzo durante le attività definite da loro “indagini”, tantomeno delle leggi fisiche che le regolano e i principi del loro funzionamento. Non è possibile infatti accingersi a processi complicati di analisi se non si conoscono tutti i limiti e le caratteristiche tecniche di tutte le strumentazioni scientifiche e sperimentali che vengono utilizzate, senza tralasciare inoltre tutte quelle situazioni che potrebbero compromettere o ingannare un'analisi obiettiva e indurre in errori clamorosi. Anche la conoscenza delle funzionalità biologiche dei nostri sensi è un aspetto da non sottovalutare, dove solo un accurato studio di biometria affiancato alla conoscenza di processi di elaborazione del nostro cervello, legati anche alla psicologia, ci permettono di asserire se un possibile sviluppo sia di carattere convenzionale o non, o se esso è cagionato dalla suggestione generata, ad esempio, da finte credenze. In rete si possono trovare esempi clamorosamente falsi che contengono tracce acustiche che non hanno nessuna valenza, in quanto creati con registratori non consoni o con settaggi non adeguati addirittura mediante l’utilizzo di apparechiature radio che producono appositamente interferenze di stazioni radio, producendo fenomeni completamente razionali e spiegabili. Spesso infatti si tratta di effetti pareidolici che condizionano l’ascoltatore psicologicamente e lo inducono a trovare il significato di tale suono nella spiegazione presentatagli. Nel caso dei campioni audio, solo una seria analisi elettroacustica permette di comprendere maggiormente un eventuale sviluppo anomalo attraverso parametri ben specifici. Con analisi specifiche si intende studiare il suono o lo sviluppo in modo approfondito, correlandolo con dati tecnici reali. Si reperiscono in ogni dove “pseudo ricercatori esperti” che svolgono attività a loro dire simili a quelle svolte dalla nostra associazione, i quali affermano di verificare o indagare su eventuali fenomeni non spiegabili. Tuttavia la maggior parte dei casi acclamati da questi soggetti risulta completamente spiegabile attraverso leggi fisiche convenzionali. Il fatto è che tali persone non conoscono nemmeno l'esistenza delle leggi convenzionali, figuriamoci quando professano di poter indagare su leggi misteriose che regolano la materia, e attualmente ancora in fase di studio. Citiamo un esempio molto elementare. Ci siamo imbattuti sull’operato di “pseudo ricercatori” che affermavano che attraverso l’ accensione o lo spegnimento casuale della luce di una torcetta, che viene leggermente svitata nella chiusura del vano batterie e con l’ interruttore di accensione in posizione on, potesse permettere una possibile comunicazione di un presunto” spirito” con i presenti. In questo caso l'effetto ottenuto dalla torcetta è scientificamente spiegabile. Essendo la torcetta leggermente svitata, basta una minima vibrazione o una variazione di umidità o uno spostamento d’aria, che la resistenza dell'aria interposta tra contatto elettrico e le batterie con il resto del circuito diminuisca o aumenti, facendo che la conducibilità della corrente attraverso il conduttore all'interno della piletta vari, permettendo così che si accenda o si spenga. In questo caso quindi non sussiste alcuna comunicazione con uno spirito o un’ entità, si tratta semplicemente di un effetto fisico comune. Questo genere di “esperimenti”, se così vogliamo definirli, non fanno altro che alimentare la confusione che per chi non è del settore e non avendo alcuna conoscenza può considerare veritiere tali “dimostrazioni”, creando preconcetti nei confronti di chi invece seriamente studia da anni la materia. Le persone che si professano ricercatori dovrebbero documentarsi e studiare anni e anni prima di cimentarsi in queste attività, evitando così di deridere non solo le persone che ingenuamente osservano tali azioni, ma anche se stessi, che in alcuni casi arrivano a plagiare la propria persona a tal punto da credere realmente che quel fenomeno spiegabile possa essere inspiegabile. Nella maggior parte di questi avvenimenti questi “ricercatori” non riescono a comprenderlo perché il livello di preparazione è nullo. Il fatto è che la maggior parte di questi improvvisatori da palcoscenico si avvicina a questo argomento perché va di moda, per girare di notte nei castelli, perché lo vedono fare in tv, per sete di notorietà e non perché esiste un reale desiderio di conoscenza. Una prova di questa affermazione la possiamo trovare ad esempio nell’ uso improprio del famoso k2(apparecchio definito da noi inutile). Se tutti quei gruppi che affermano di fare ricerca seria conoscessero la reale funzione dello strumento, difficilmente lo userebbero ancora per avere delle risposte a delle domande fatte a una possibile "presenza" pratica assolutamente non utilizzata dalla nostra associazione. Per esperienza abbiamo notato che molti gruppi ghost hunter, quindi cacciatori di fantasmi e non ricercatori, praticano questa attività scopiazzando ciò che fanno altri gruppi, senza sapere se ciò che fanno sia corretto o meno. Come se non bastasse ci sono associazioni o gruppi che per apparire seri, si dilettano anche nella copiatura in modo integrale o parziale, di testi scritti coperti da copyright o depositati in siae, commettendo un reato punibile penalmente, e tutto per camuffarsi o professarsi esperti agli occhi del pubblico inesperto. L’utilizzo di termini come “ricerca” e “studio” quindi, viene spesso abusato da questi oseremo dire, millantatori del paranormale più che indagatori del paranormale, che non hanno nemmeno idea dei sacrifici e della preparazione che deve esserci alle spalle per poter svolgere seriamente e correttamente questo tipo di attività. Nella lista dei confusionari collochiamo anche film e programmi tv in cui si possono trovare, oltre a vari esempi palesemente falsi di “poltergeist”, anche finti ricercatori che professano di intrappolare le “presenze” con l’ aspirapolvere cadendo nel ridicolo, varcando così il limite della follia. Abbiamo notato che sussiste costantemente uno stereotipo dell'argomento che risulta difficilmente abbattibile, in quanto cinema e gruppi “Ghost hunting” continuano a propinare “cattiva informazione” facendo credere che tali fenomeni siano frutto del male o di qualcosa di estremamente pericoloso. Alcuni alludono addirittura di essere una sorta di super eroi che salvano il mondo dal male, basta però riflettere un attimo per comprendere lo scopo reale di questi mitomani che invece contribuiscono solo ad alimentare la confusione. D’altro canto se non si conoscono tutte le leggi fisiche convenzionali, all’occhio di questi personaggi assetati di notorietà è comodo far risultare tutto paranormale. Teniamo a precisare che Orizzonti Paranormali si è sempre discostato largamente da preconcetti e da teorie legate allo spiritismo, che non hanno nessuna valenza scientifica. Sebbene il fondatore dello spiritismo Allan Kardec fosse un noto fisico, le sue teorie non hanno mai sviluppato fondamenta e non hanno mai ottenuto riscontri oggettivi. Un' altro stereotipo da abbattere è che tali fenomeni riguardano solo ed esclusivamente i defunti. Questo non è assolutamente vero, in quanto questi fenomeni esistono da sempre in natura ma sono regolati da leggi della fisica non convenzionali che possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni. Non parliamo quindi solo di fenomeni sincronici, ma anche quelli di precognizione, di chiaroveggenza, dei possibili effetti cinetici sulla materia, delle influenze sullo stato della materia o sullo stato degli eventi. Risulta quindi impossibile approcciarsi in modo corretto a tali argomenti senza comprenderne i complessi meccanismi, che sono le basi fondamentali per le reali ricerche. Un altro punto importante da considerare è la scarsa preparazione fotografica, acustica, elettroacustica oltre che di tutte quelle leggi fisiche che regolano la chimica, l’elettromagnetismo, la cinetica la termodinamica, la fisica e la fisica subatomica e altri argomenti correlati alle ricerche di carattere parapsicologico e scientifico. Prendiamo ad esempio l’aspetto fotografico, la definizione o la risoluzione di una foto sono entrambi elementi che hanno la loro importanza, ma non sono gli unici parametri da considerare e quindi non risultano determinanti. Da tenere in considerazione invece, è il protocollo di cattura e ancora più importante è la metodologia di acquisizione, perché senza di esse potrebbe comparire nel fotogramma anche un soggetto definito perfettamente ma se quel soggetto è frutto di un fattore artificioso presente sul posto non ha nessuna valenza a fine scientifico. Orizzonti Paranormali dopo le ricerche, esegue un lungo e approfondito lavoro di analisi per comprendere le eventuali anomalie che vanno più volte verificate con protocolli da noi ideati. Inoltre mediante l’utilizzo di software dedicati e mirati, impieghiamo molto tempo per lo svolgimento delle analisi che si protraggono anche per mesi. Al contrario ci sono associazioni o gruppi che in 10 giorni pubblicano già i risultati del materiale che raccolgono, materiale che spesso risulta spiegabile. La nostra associazione impiega numerose ore per condurre le ricerche con la massima serietà e professionalità, e una domanda nasce spontanea quando si vedono pseudo ricercatori che in tre ore realizzano documentario di presentazione, sopralluogo e ricerca anche se le loro attività non hanno nulla a che vedere con questi termini. D’altra parte c’è chi estremizza con l’assoluta razionalità rapportandosi all’ argomento solo sui ragionamenti e gli inganni del nostro cervello, commettendo così un’ abuso e un uso improprio di terminologie senza comprenderne il reale significato. Ad esempio qualcuno per professare la sua presunta professionalità usa a dismisura la parola “pareidolia”, che è un'immagine coscia che creiamo col cervello relazionando e associando con immagini familiari ciò che stiamo percependo in un determinato istante, attraverso l’uso dei nostri sensi principali, riconoscendo così reale il conosciuto e ritenendo nullo il non conosciuto. Potrebbe anche sussistere pareidolia attraverso l’interpretazione di simboli o immagini a noi sconosciuti, ma non dimentichiamoci che non c’è un limite preciso per la pareidolia. Quel limite si presenta nel momento in cui riusciamo a spiegare perché è stata rilevata un’ anomalia, o se si tratta di una creazione della mente. Mi spiego, se ad esempio vedessimo un presunto ufo in una foto, dovremmo saper dire perché quello che si vede è un ufo o perché non dovrebbe esserlo. Nulla è assurdo nell'ambito parapsicologico e non convenzionale, ma molto è spiegabile. Infatti ci sono molte cose che razionalmente sono spiegabili attraverso leggi fisiche o attraverso processi complessi del nostro cervello, ma nulla di ciò che si sviluppa realmente nell’ambito paranormale può essere controllato con la comune conoscenza. Nella fotografia ad esempio parliamo di “energie sottili”, non si può infatti pretendere di catturare un fenomeno come fosse un oggetto solido, come non si può spacciare un comune effetto fisico per qualcosa di paranormale, come dico sempre “la verità stà nel centro”. Galileo Galilei non ha inventato da subito il cannocchiale, ma grazie al suo intuito e dopo svariati tentativi ha raggiunto il suo obbiettivo finale. Allo stesso modo i ricercatori seri si cimentano con tecniche sperimentali basate su reali conoscenze per tentare di svelare tutto ciò che riguarda il mondo del paranormale. La statistica è una scienza che studia la ripetitività di un fenomeno in un determinato tempo, ma questo fattore non esiste per episodi che sono regolati da leggi a noi ancora sconosciute e svincolate dagli aspetti fisici. Sarebbe come dire vado a pesca di alici con una rete da balena, la pesca sarà nulla perchè le alici andranno fuori dalle grandi maglie. Ci vogliono tecniche particolari e protocolli ben specifici, altrimenti i risultati saranno sempre nulli o dubbi. Se Galileo Galilei non fosse partito da supposizioni, oggi forse le stelle e i pianeti sarebbero troppo lontani per osservarli e la maggior parte delle scoperte correlate alle sue non sarebbero mai venute alla luce. La chiusura mentale non porta a nulla, la scienza ha progredito per supposizioni e non per preconcetti. In sostanza il fattore determinante della nostra psiche è dettato dalle esperienze e dal rapporto del nostro passato. Se infatti qualcuno di noi vive un'esperienza “particolare” da quel momento in poi è consapevole che tali avvenimenti possano esistere ma non per questo deve determinare o etichettare tutti gli eventi successivi come particolari. Grazie alla nostra esperienza abbiamo appreso che in più del 90% dei casi si tratta di suggestione dettata dal dilagare di cattive informazioni, sulla base di fatti non accertati e non oggettivi. Tali fenomeni esistono, ma non bisogna mai cadere nell'errore di prendere in considerazione qualsiasi cosa come extrasensoriale, il tutto va sempre verificato con opportuni studi ricerche e protocolli. Concludo dicendo che il lavoro di ricerca non può solo precludere effetti mentali, o processi psicologici bisogna basarsi anche su supposizioni, sfruttando e considerando le conoscenze dell'argomento a 360 gradi. In questo tipo di ricerca la quantità di bagaglio culturale è determinate a tal punto da fare la differenza. A volte è molto più semplice escludere e screditare che portare avanti una teoria con il giusto equilibrio accostato alla conoscenza. La storia ci insegna che scienziati, studiosi, e filosofi considerati folli in passato, adesso sono considerati geni e questo solo perché allora non si conoscevano aspetti che adesso sono conosciuti. Prendiamo ad esempio la numerologia, o l‘ aspetto di vedere lo stesso numero ovunque, o più volte nell’arco di un determinato periodo di tempo. Una parte di questo ciclo di eventi sarà facilmente creato dal nostro cervello, in quanto quel determinato numero ritenuto familiare, verrà messo in evidenza e sarà riconosciuto facilmente anche fra molti numeri. Un’altra parte degli eventi avviene anche dove inizialmente non sussiste la presenza di alcun numero in un determinato luogo, che successivamente potrebbe comparire singolarmente a noi in modo ripetuto e improbabile e per quanto si cerchi il significato razionale, abbatte persino le barriere della casistica. In questo caso il riconoscimento del numero non è solo un carattere psicologico, ma una probabile espansione di coscienza personale che ci permette di notare e produrre una sorta di risonanza col numero stesso. Dov’ è allora il limite tra immaginazione e realtà? Tra follia e razionalità? Non è una cosa semplice da determinare, ma Orizzonti Paranormali ci prova, giorno dopo giorno espandendo la sua conoscenza e consapevolezza. “La chiave della libertà stà nel libro del sapere che non ha mai l’ultima pagina, e dove sulla sua copertina c’è raffigurato l’infinito”. Grazie per il tempo che ci avete dedicato. Invitiamo tutti a seguirci sulla nostra pagina facebook. Antonio de Bari Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Orizzonti-Paranormali-299776556747275/?notif_t=page_user_activity Leggi anche l’articolo correlato di PROGETTO S.E.R.P. Studi e Ricerche sul Paranormale: Articolo:ricercatori-vs-ghost-hunters-una-sottile-differenza
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Ricerca scientifica e misfatti

“Il millantatore bussa sempre alla porta dell’ignoranza”

Quello che molti non dicono: Rubrica

Orizzonti Paranormali

Questo articolo vuole precisare alcuni aspetti importanti che coinvolgono le ricerche di carattere scientifico e parapsicologico, esponendo alcune differenze che distinguono la reale ricerca scientifica da quelle attività che servono solo per fare spettacolo. Il continuo dilagare della cattiva informazione dell'argomento ci vede costretti a mettere in luce alcuni elementi fondamentali della materia da noi trattata. Associazioni poco serie o gruppi di persone che si cimentano in questa attività senza alcuno studio e senza alcuna reale conoscenza, contribuiscono solo a sorreggere uno stereotipo sbagliato del mondo del paranormale e di tutte le argomentazioni correlate ad esso. Queste persone molto spesso non hanno alcuna conoscenza approfondita delle apparecchiature in utilizzo durante le attività definite da loro “indagini”, tantomeno delle leggi fisiche che le regolano e i principi del loro f u n z i o n a m e n t o . Non è possibile infatti accingersi a processi complicati di analisi se non si conoscono tutti i limiti e le caratteristiche tecniche di tutte le strumentazioni scientifiche e sperimentali che vengono utilizzate, senza tralasciare inoltre tutte quelle situazioni che potrebbero compromettere o ingannare un'analisi obiettiva e indurre in errori clamorosi. Anche la conoscenza delle funzionalità biologiche dei nostri sensi è un aspetto da non sottovalutare, dove solo un accurato studio di biometria affiancato alla conoscenza di processi di elaborazione del nostro cervello, legati anche alla psicologia, ci permettono di asserire se un possibile sviluppo sia di carattere convenzionale o non, o se esso è cagionato dalla suggestione generata, ad esempio, da finte credenze. In rete si possono trovare esempi clamorosamente falsi che contengono tracce acustiche che non hanno nessuna valenza, in quanto creati con registratori non consoni o con settaggi non adeguati addirittura mediante l’utilizzo di apparechiature radio che producono appositamente interferenze di stazioni radio, producendo fenomeni completamente razionali e spiegabili. Spesso infatti si tratta di effetti pareidolici che condizionano l’ascoltatore psicologicamente e lo inducono a trovare il significato di tale suono nella spiegazione presentatagli. Nel caso dei campioni audio, solo una seria analisi elettroacustica permette di comprendere maggiormente un eventuale sviluppo anomalo attraverso parametri ben specifici. Con analisi specifiche si intende studiare il suono o lo sviluppo in modo approfondito, correlandolo con dati tecnici reali. Si reperiscono in ogni dove “pseudo ricercatori esperti” che svolgono attività a loro dire simili a quelle svolte dalla nostra associazione, i quali affermano di verificare o indagare su eventuali fenomeni non spiegabili. Tuttavia la maggior parte dei casi acclamati da questi soggetti risulta completamente spiegabile attraverso leggi fisiche convenzionali. Il fatto è che tali persone non conoscono nemmeno l'esistenza delle leggi convenzionali, figuriamoci quando professano di poter indagare su leggi misteriose che regolano la materia, e attualmente ancora in fase di studio. Citiamo un esempio molto elementare. Ci siamo imbattuti sull’operato di “pseudo ricercatori” che affermavano che attraverso l’ accensione o lo spegnimento casuale della luce di una torcetta, che viene leggermente svitata nella chiusura del vano batterie e con l’ interruttore di accensione in posizione on, potesse permettere una possibile comunicazione di un presunto” spirito” con i presenti. In questo caso l'effetto ottenuto dalla torcetta è scientificamente spiegabile. Essendo la torcetta leggermente svitata, basta una minima vibrazione o una variazione di umidità o uno spostamento d’aria, che la resistenza dell'aria interposta tra contatto elettrico e le batterie con il resto del circuito diminuisca o aumenti, facendo che la conducibilità della corrente attraverso il conduttore all'interno della piletta vari, permettendo così che si accenda o si spenga. In questo caso quindi non sussiste alcuna comunicazione con uno spirito o un’ entità, si tratta semplicemente di un effetto fisico comune. Questo genere di “esperimenti”, se così vogliamo definirli, non fanno altro che alimentare la confusione che per chi non è del settore e non avendo alcuna conoscenza può considerare veritiere tali “dimostrazioni”, creando preconcetti nei confronti di chi invece seriamente studia da anni la materia. Le persone che si professano ricercatori dovrebbero documentarsi e studiare anni e anni prima di cimentarsi in queste attività, evitando così di deridere non solo le persone che ingenuamente osservano tali azioni, ma anche se stessi, che in alcuni casi arrivano a plagiare la propria persona a tal punto da credere realmente che quel fenomeno spiegabile possa essere inspiegabile. Nella maggior parte di questi avvenimenti questi “ricercatori” non riescono a comprenderlo perché il livello di preparazione è nullo. Il fatto è che la maggior parte di questi improvvisatori da palcoscenico si avvicina a questo argomento perché va di moda, per girare di notte nei castelli, perché lo vedono fare in tv, per sete di notorietà e non perché esiste un reale desiderio di conoscenza. Una prova di questa affermazione la possiamo trovare ad esempio nell’ uso improprio del famoso k2(apparecchio definito da noi inutile). Se tutti quei gruppi che affermano di fare ricerca seria conoscessero la reale funzione dello strumento, difficilmente lo userebbero ancora per avere delle risposte a delle domande fatte a una possibile "presenza" pratica assolutamente non utilizzata dalla nostra associazione. Per esperienza abbiamo notato che molti gruppi ghost hunter, quindi cacciatori di fantasmi e non ricercatori, praticano questa attività scopiazzando ciò che fanno altri gruppi, senza sapere se ciò che fanno sia corretto o meno. Come se non bastasse ci sono associazioni o gruppi che per apparire seri, si dilettano anche nella copiatura in modo integrale o parziale, di testi scritti coperti da copyright o depositati in siae, commettendo un reato punibile penalmente, e tutto per camuffarsi o professarsi esperti agli occhi del pubblico inesperto. L’utilizzo di termini come “ricerca” e “studio” quindi, viene spesso abusato da questi oseremo dire, millantatori del paranormale più che indagatori del paranormale, che non hanno nemmeno idea dei sacrifici e della preparazione che deve esserci alle spalle per poter svolgere seriamente e correttamente questo tipo di attività. Nella lista dei confusionari collochiamo anche film e programmi tv in cui si possono trovare, oltre a vari esempi palesemente falsi di “poltergeist”, anche finti ricercatori che professano di intrappolare le “presenze” con l’ aspirapolvere cadendo nel ridicolo, varcando così il limite della follia. Abbiamo notato che sussiste costantemente uno stereotipo dell'argomento che risulta difficilmente abbattibile, in quanto cinema e gruppi “Ghost hunting” continuano a propinare “cattiva informazione” facendo credere che tali fenomeni siano frutto del male o di qualcosa di estremamente pericoloso. Alcuni alludono addirittura di essere una sorta di super eroi che salvano il mondo dal male, basta però riflettere un attimo per comprendere lo scopo reale di questi mitomani che invece contribuiscono solo ad alimentare la confusione. D’altro canto se non si conoscono tutte le leggi fisiche c o n v e n z i o n a l i , all’occhio di questi personaggi assetati di notorietà è comodo far risultare tutto paranormale. Teniamo a precisare che Orizzonti Paranormali si è sempre discostato largamente da preconcetti e da teorie legate allo spiritismo, che non hanno nessuna valenza scientifica. Sebbene il fondatore dello spiritismo Allan Kardec fosse un noto fisico, le sue teorie non hanno mai sviluppato fondamenta e non hanno mai ottenuto riscontri oggettivi. Un' altro stereotipo da abbattere è che tali fenomeni riguardano solo ed esclusivamente i defunti. Questo non è assolutamente vero, in quanto questi fenomeni esistono da sempre in natura ma sono regolati da leggi della fisica non convenzionali che possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni. Non parliamo quindi solo di fenomeni sincronici, ma anche quelli di precognizione, di chiaroveggenza, dei possibili effetti cinetici sulla materia, delle influenze sullo stato della materia o sullo stato degli eventi. Risulta quindi impossibile approcciarsi in modo corretto a tali argomenti senza comprenderne i complessi meccanismi, che sono le basi fondamentali per le reali ricerche. Un altro punto importante da considerare è la scarsa preparazione fotografica, acustica, elettroacustica oltre che di tutte quelle leggi fisiche che regolano la chimica, l’elettromagnetismo, la cinetica la termodinamica, la fisica e la fisica subatomica e altri argomenti correlati alle ricerche di carattere parapsicologico e scientifico. Prendiamo ad esempio l’aspetto fotografico, la definizione o la risoluzione di una foto sono entrambi elementi che hanno la loro importanza, ma non sono gli unici parametri da considerare e quindi non risultano determinanti. Da tenere in considerazione invece, è il protocollo di cattura e ancora più importante è la metodologia di acquisizione, perché senza di esse potrebbe comparire nel fotogramma anche un soggetto definito perfettamente ma se quel soggetto è frutto di un fattore artificioso presente sul posto non ha nessuna valenza a fine scientifico. Orizzonti Paranormali dopo le ricerche, esegue un lungo e approfondito lavoro di analisi per comprendere le eventuali anomalie che vanno più volte verificate con protocolli da noi ideati. Inoltre mediante l’utilizzo di software dedicati e mirati, impieghiamo molto tempo per lo svolgimento delle analisi che si protraggono anche per mesi. Al contrario ci sono associazioni o gruppi che in 10 giorni pubblicano già i risultati del materiale che raccolgono, materiale che spesso risulta spiegabile. La nostra associazione impiega numerose ore per condurre le ricerche con la massima serietà e professionalità, e una domanda nasce spontanea quando si vedono pseudo ricercatori che in tre ore realizzano documentario di presentazione, sopralluogo e ricerca anche se le loro attività non hanno nulla a che vedere con questi termini. D’altra parte c’è chi estremizza con l’assoluta razionalità rapportandosi all’ argomento solo sui ragionamenti e gli inganni del nostro cervello, commettendo così un’ abuso e un uso improprio di terminologie senza comprenderne il reale significato. Ad esempio qualcuno per professare la sua presunta professionalità usa a dismisura la parola “pareidolia”, che è un'immagine coscia che creiamo col cervello relazionando e associando con immagini familiari ciò che stiamo percependo in un determinato istante, attraverso l’uso dei nostri sensi principali, riconoscendo così reale il conosciuto e ritenendo nullo il non conosciuto. Potrebbe anche sussistere pareidolia attraverso l’interpretazione di simboli o immagini a noi sconosciuti, ma non dimentichiamoci che non c’è un limite preciso per la pareidolia. Quel limite si presenta nel momento in cui riusciamo a spiegare perché è stata rilevata un’ anomalia, o se si tratta di una creazione della mente. Mi spiego, se ad esempio vedessimo un presunto ufo in una foto, dovremmo saper dire perché quello che si vede è un ufo o perché non dovrebbe esserlo. Nulla è assurdo nell'ambito parapsicologico e non convenzionale, ma molto è spiegabile. Infatti ci sono molte cose che razionalmente sono spiegabili attraverso leggi fisiche o attraverso p r o c e s s i complessi del nostro cervello, ma nulla di ciò che si sviluppa r e a l m e n t e n e l l a m b i t o paranormale può essere controllato con la comune conoscenza. Nella fotografia ad esempio parliamo di “energie sottili”, non si può infatti pretendere di catturare un fenomeno come fosse un oggetto solido, come non si può spacciare un comune effetto fisico per qualcosa di paranormale, come dico sempre “la verità stà nel centro”. Galileo Galilei non ha inventato da subito il cannocchiale, ma grazie al suo intuito e dopo svariati tentativi ha raggiunto il suo obbiettivo finale. Allo stesso modo i ricercatori seri si cimentano con tecniche sperimentali basate su reali conoscenze per tentare di svelare tutto ciò che riguarda il mondo del paranormale. La statistica è una scienza che studia la ripetitività di un fenomeno in un determinato tempo, ma questo fattore non esiste per episodi che sono regolati da leggi a noi ancora sconosciute e svincolate dagli aspetti fisici. Sarebbe come dire vado a pesca di alici con una rete da balena, la pesca sarà nulla perchè le alici andranno fuori dalle grandi maglie. Ci vogliono tecniche particolari e protocolli ben specifici, altrimenti i risultati saranno sempre nulli o dubbi. Se Galileo Galilei non fosse partito da supposizioni, oggi forse le stelle e i pianeti sarebbero troppo lontani per osservarli e la maggior parte delle scoperte correlate alle sue non sarebbero mai venute alla luce. La chiusura mentale non porta a nulla, la scienza ha progredito per supposizioni e non per preconcetti. In sostanza il fattore determinante della nostra psiche è dettato dalle esperienze e dal rapporto del nostro passato. Se infatti qualcuno di noi vive un'esperienza “particolare” da quel momento in poi è consapevole che tali avvenimenti possano esistere ma non per questo deve determinare o etichettare tutti gli eventi successivi come particolari. Grazie alla nostra esperienza abbiamo appreso che in più del 90% dei casi si tratta di suggestione dettata dal dilagare di cattive informazioni, sulla base di fatti non accertati e non oggettivi. Tali fenomeni esistono, ma non bisogna mai cadere nell'errore di prendere in considerazione qualsiasi cosa come extrasensoriale, il tutto va sempre verificato con opportuni studi ricerche e protocolli. Concludo dicendo che il lavoro di ricerca non può solo precludere effetti mentali, o processi psicologici bisogna basarsi anche su supposizioni, sfruttando e considerando le conoscenze dell'argomento a 360 gradi. In questo tipo di ricerca la quantità di bagaglio culturale è determinate a tal punto da fare la differenza. A volte è molto più semplice escludere e screditare che portare avanti una teoria con il giusto equilibrio accostato alla conoscenza. La storia ci insegna che scienziati, studiosi, e filosofi considerati folli in passato, adesso sono considerati geni e questo solo perché allora non si conoscevano aspetti che adesso sono conosciuti. Prendiamo ad esempio la numerologia, o l‘ aspetto di vedere lo stesso numero ovunque, o più volte nell’arco di un determinato periodo di tempo. Una parte di questo ciclo di eventi sarà facilmente creato dal nostro cervello, in quanto quel determinato numero ritenuto familiare, verrà messo in evidenza e sarà riconosciuto facilmente anche fra molti numeri. Un’altra parte degli eventi avviene anche dove inizialmente non sussiste la presenza di alcun numero in un determinato luogo, che successivamente potrebbe comparire singolarmente a noi in modo ripetuto e improbabile e per quanto si cerchi il significato razionale, abbatte persino le barriere della casistica. In questo caso il riconoscimento del numero non è solo un carattere psicologico, ma una probabile espansione di coscienza personale che ci permette di notare e produrre una sorta di risonanza col numero stesso. Dov’ è allora il limite tra immaginazione e realtà? Tra follia e razionalità? Non è una cosa semplice da determinare, ma Orizzonti Paranormali ci prova, giorno dopo giorno espandendo la sua conoscenza e consapevolezza. “La chiave della libertà stà nel libro del sapere che non ha mai l’ultima pagina, e dove sulla sua copertina c’è raffigurato l’infinito”. Grazie per il tempo che ci avete dedicato. Invitiamo tutti a seguirci sulla nostra pagina facebook. Antonio de Bari Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Orizzonti- Paranormali- 299776556747275/?notif_t=page_user_acti vity Leggi anche l’articolo correlato di PROGETTO S.E.R.P. Studi e Ricerche sul Paranormale: Articolo:ricercatori-vs-ghost-hunters-una- sottile-differenza
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