Associazione Culturale Orizzonti Paranormali
“Non tutto quello che non si comprende necessariamente non esiste”
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Associazione Culturale Orizzonti Paranormali RELAZIONE TECNICA CASTELLO DEL CATAJO Battaglia Terme (PD) Luogo e modalità di ricerca La   ricerca   è   stata   condotta   presso   il   Castello   del   Catajo,   sito   a   Battaglia   Terme   (PD),   in   data 15/12/2012 e si è suddivisa principalmente in due fasi. Durante   un   primo   sopralluogo   diurno,   abbiamo   individuato,   grazie   all’intervento   del   nostro sensitivo,   le   zone   di   maggior   interesse   per   eseguire   l’indagine   e   raccogliere   i   dati   necessari. Questo   non   solo   allo   scopo   di   individuare   possibili   fonti   inquinanti,   ma   anche   nel   caso   in   cui,   in seguito, fossero servite eventuali comparazioni fotografiche. Infine,   nel   corso   di   una   successiva   ricerca   serale   e   notturna,   abbiamo   potuto   accedere   ai   locali reputati   più   significativi   al   fine   dell’indagine,   non   solo   all’interno   del   Castello   del   Catajo,   ma anche presso le aree esterne che circondano la struttura principale. Per   eseguire   i   diversi   rilevamenti   negli   ambienti,   abbiamo   utilizzato   svariati   strumenti.   Nello specifico   la   nostra   squadra,   impiegando   tecniche   differenti,   ha   effettuato   delle   riprese   tramite l’ausilio   di   telecamere   e   macchine   fotografiche   di   varie   tipologie. Abbiamo   raccolto   registrazioni di   tipo   acustico   con   appositi   microfoni   corredati   di   dedicata   equalizzazione,   inoltre,   abbiamo eseguito     frequenti     monitoraggi     del     campo     elettromagnetico     e     termico     con     particolari apparecchiature.   Sono   state   utilizzate   anche   strumentazioni   sperimentali   per   l’irradiamento   e   la misurazione   di   frequenza   ad   ampio   spettro   e,   soprattutto,   quelle   che   si   sviluppano   nella   gamma infrarossa e ultravioletta. Durante   la   ricerca,   come   da   protocollo   O.P.,   abbiamo   cercato   di   individuare   e   isolare   il   più possibile    eventuali    fonti    inquinanti    naturali,    tenendo    sempre    presente    che    tali    fenomeni, comunque,    non    possono    essere    esclusi    totalmente.    Teniamo    a    specificare    che,    durante l’indagine,   non   erano   presenti   persone   estranee,   fatta   eccezione   per   i   due   responsabili   del luogo   in   questione.   Tale   precauzione   è   stata   adottata   per   evitare   il   più   possibile   l’inquinamento del   materiale   raccolto   durante   l’investigazione.    La   ricerca      notturna   si   è   poi   sviluppata   con   le seguenti tempistiche: -Arrivo e inizio preparativi:  ore 15.00  -Inizio indagine: ore 00.15 -Fine indagine: ore 4.20. Motivo della ricerca A   seguito   delle   segnalazioni   dei   passanti   e   dei   visitatori   del   Castello,   sembrerebbero   verificarsi più   volte   fenomeni   inconsueti.   Nello   specifico   si   svilupperebbero   soprattutto   nel   campo   visivo, in   particolar   modo,   sarebbe   stata   avvistata   più   volte   una   figura   femminile   che   si   aggirerebbe   nei piani    superiori.    In    base    alle    testimonianze,    l’evento    si    sarebbe    manifestato    davanti    a    più persone   e   in   diversi   episodi.   Questi   molteplici   fattori   hanno   destato   il   nostro   interesse,   pertanto, abbiamo deciso di interessarci al caso. Analisi dei fenomeni fisici spiegabili Fenomeni ottici razionali La   vicinanza   alla   strada   potrebbe   determinare   leggeri   bagliori   di   luce,   generati   dai   fari   delle autovetture    in    transito    che,    riflettendosi    sui    vetri    delle    finestre    e    sulle    pareti    del    Castello, potrebbero    risultare    ingannevoli    ed    essere    erroneamente    interpretati    dal    nostro    occhio.    Le immagini    confuse    vengono    trasmesse    velocemente    al    cervello    che,    successivamente,    le processa,   facendo   così   assumere   alla   conformazione   luminosa   una   forma   conosciuta   a   livello conscio. Fenomeni acustici razionali Nelle   vicinanze   del   Castello,   e   più   precisamente   nel   parco   circostante,   è   presente   una   numerosa colonia   di   daini,   inoltre,   nel   cortile   dei   Giganti,   all’interno   del   castello   stesso,   vi   sono   dei   conigli e   lo   zigare   di   questi   ultimi   è   stato   rilevato   dai   nostri   microfoni,   seppur   posizionati   all’interno della   struttura.   Per   quanto   riguarda   i   daini,   invece,   non   vi   sono   state   influenze   acustiche,   in quanto    le    mura    esterne    del    castello,    a    questo    proposito,    svolgono    una    funzione    di    pieno isolamento   acustico.   Le   pareti   infatti   mostrano   un   alto   potere   di   attenuazione   sonora,   tuttavia,   il traffico   stradale,   invece,   è   stato   rilevato   dai   nostri   microfoni,   a   causa   della      vicinanza   della strada    statale.    In    alcuni    punti    delle    registrazioni    è    stato    percepito    un    rumore    di    fondo, soprattutto   nelle   basse   frequenze,   dovuto   non   solo   all’attenuazione   prodotta   dalla   struttura   di cinta    del    Catajo,    ma    anche    alle    caratteristiche    dell’infrasuono    di    poter    percorrere    lunghe distanze.   L’inquinamento   acustico,   quindi,   non   risulta   del   tutto   escludibile.   Nelle   vicinanze   del Castello   è   presente   anche   una   rete   ferroviaria   e   ne   sono   state   controllate   posizioni   e   distanze.   Il passaggio   dei   treni   poteva   in   parte   interagire   micro   fonicamente,   nonostante   la   presenza   di   una galleria.     I     nostri     sensori     sismici,     tuttavia,     non     hanno     rilevato     variazioni     parametriche significative,   dunque,   l’attenuazione   acustica   nelle   zone   interrate   della   rete   ferroviaria,   risultava di   gran   lunga   superiore   rispetto   all’emissione   sonora   dei   convogli   stessi.   Sono   stati   comunque verificati   gli   orari   della   linea,   riscontrando   che,   durante   le   ore   di   ricerca,   non   si   sono   verificati transiti di treni, pertanto, l’influenza della linea ferroviaria è stata  esclusa. Alcuni   Raps   sono   stati   esclusi   dopo   analisi   elettroacustica   a   causa   delle   loro   caratteristiche,   in quanto    apparterrebbero    a    normali    assestamenti    della    struttura.    Durante    le    analisi    infatti sembrerebbero   graficamente      differenti   da   quelli   registrati   in   altri   momenti   e   si   svilupperebbero con   intensità   acustica   dissimile   da   quelli   più   plausibili   che,   a   parità   di   distanza,   presenterebbero un     incremento     di     almeno     -3db,     oltre     ad     assumere     caratteristiche     elettroacustiche completamente diverse. Analisi del campo elettromagnetico e ionizzante Prima   di   iniziare   la   ricerca,   è   stato   scansionato   l’intero   ambiente,   utilizzando   apparecchiature atte   ad   analizzare   lo   spettro   di   possibili   picchi   in   radiofrequenza   e   per   monitorare   gli   eventuali fenomeni   di   campo   elettrico   e   di   forza.   Sono   state   impiegate,   nello   specifico,   apparecchiature portatili   e   da   banco,   utilizzate   in   laboratori   di   misura   per   l’analisi   dello   spettro.   Durante   l’intera ricerca     non     vi     sono     state     anomalie     interazionali     significative     nell’ambito     dei     campi elettromagnetici.    In    particolare,    nella    balconata    esterna,    in    un    paio    di    casi,    le    interazioni strumentali   sono   risultate   poi   di   origine   normale.   E'   stata   riscontrata   una   banda   emittente attorno   ai   915   Mhz   avente   intensità   di   46   dbm   che   risultava   variare   probabilmente   a   causa dell’intensa   umidità   nell’aria.   Il   tutto   è   risultato   imputabile   alla   presenza   di   un   ripetitore   nella zona     che,     in     determinati     punti,     poteva     influire     sull’accensione     di     apparecchiature     a segnalazione   luminosa   che   spesso   vengono   volgarmente   utilizzate   nei   programmi   televisivi. Nelle   vicinanze   della   sala   della   famosa   pietra,   è   stata   riscontrata   una   banda   frequenziale   di   circa 2.4   GHz,   poi   successivamente   rilevata   a   causa   dell’esistenza   di   un   piccolo   access   point.   In seguito   alla   nostra   segnalazione,   i   responsabili   hanno   provveduto   a   spegnerlo.   Poco   prima dell’indagine   abbiamo   riscontrato   la   presenza   di   almeno   un   telefono   acceso.   Uno   dei   nostri operatori    aveva    inavvertitamente    lasciato    il    telefono    in    modalità    “stand-by”,    infatti,    la componente   radio   risultava   ancora   accesa.   Dopo   questo   ulteriore   controllo,   l'   operatore   stesso ha   provveduto   a   spegnerlo.   Sono   stati   valutati   anche   possibili   presenze   di   campi   elettrici,   i quali,   vista   la   scarsità   di   utilizzatori   elettrici   nell’ambiente,   risultavano   quasi   inesistenti.   Inoltre, per   quanto   riguarda   l’emissione   radon,   non   sono   state   rilevate   dal   nostro   contatore   variazioni ionizzanti   considerevoli.   I   valori   espressi   in   Bq/m   non   superano   le   30   unità,   pertanto,   le   possibili allucinazioni    che    potevano    essere    generate    dagli    effetti    ionizzanti    sono    da    escludersi.    Nel luogo,   infatti,   non   erano   presenti   materiali   o   minerali   che   potessero   favorire   e   generare   tali rilasci, sebbene all’interno della struttura vi siano numerose conformazioni rocciose. Analisi dei fenomeni sismici e cinetici Sono    stati    monitorati    i    possibili    fenomeni    cinetici,    ma    al    momento    non    risultano    riscontri tangibili.   Una   lieve   attività   sismica   localizzata   è   stata   notata   nella   zona   dei   solai   superiori   del primo   e   secondo   piano,   in   particolar   modo,   nella   stanza   degli   stemmi.   Il   fenomeno   è   stato ricondotto   a   cause   del   tutto   naturali.   La   pavimentazione   di   questi   piani   è   costituita   da   basamenti in   legno   che,   al   passaggio   degli   operatori,      generava   la   flessione   delle   travi   portanti,   con conseguenti   vibrazioni   dell’intera   pavimentazione.   Il   nostro   personale   quindi   ha   eseguito   i   vari rilevamenti   in   tali   zone,   evitando   eccessivi   movimenti.   Durante   tutto   l’arco   della   ricerca,   i   nostri sensori    sismici    non    hanno    rilevato    parametri    di    importanza    tali    da    determinare    anomalie inusuali. Analisi video Durante   l’indagine   sono   state   eseguite   diverse   ore   di   monitoraggio   e   cattura   video,   sia   con tipologia    Tvcc    che    mobile,    utilizzando    tecnologie    in    banda    infrarossa    vicina    e    lontana.    Il campionamento   delle   immagini   è   stato   aumentato   con   parametri   non   convenzionali.   Ci   siamo avvalsi    di    un'apposita    scheda    video    (non    reperibile    in    commercio),    per    l’acquisizione    di immagine   ad   alta   frequenza   di   campionamento,   che   ci   ha   permesso   di    rilevare   piccoli   particolari di   rilevante   importanza.   Al   momento,   non   risultano   riscontri   di   anomalie   tangibili   o   certificabili, in   quanto   l’andamento   del   video   e   del   suo   relativo   flusso   dati   è   del   tutto   regolare,   ad   eccezione di   un   breve   periodo,   per   una   sola   telecamera,   di   tipologia   tvcc,   posizionata   nella   sala   della pietra.     Tale     telecamera     risulterebbe,     in     particolari     istanti,     perdere     la     codifica     grafica, probabilmente   a   causa   del   fatto   che   il   ccd   non   sia   riuscito   ad   interpretare   l’immagine.   Tale fenomeno   potrebbe   essere   generato   dalla   dispersione   del   segnale   video   nel   cavo,   aggravato anche   all’impatto   con   le   basse   temperature   e   alla   lunghezza   limite   del   cavo   stesso.   Tali   fattori potrebbero   aver   generato   il   problema,   impedendo   alla   telecamera   di   lavorare   nel   range   dei parametri    garantiti    dalla    casa    costruttrice,    tuttavia,    risulta    una    “coincidenza”    curiosa    che l’anomalia    sia    avvenuta    proprio    negli    istanti    in    cui    sviluppi    elettroacustici    hanno    avuto riscontro. Analisi fenomeni anomali Analisi dei fenomeni elettroacustici Dopo   il   lungo   e   approfondito   lavoro   di   analisi   spettro-acustica,   sono   risultate   svariate   anomalie non   riconducibili   a   fenomeni   fisici   convenzionali.   I   campioni   acustici   rilevati   risultano   molto interessanti,   nella   fattispecie,   non   presentano   caratteristiche   di   natura   comune.   Nell’ulteriore analisi,   eseguita   mediante   test   comparativi,   non   risultano   analogie   frequenziali   e   campioni   voce appartenenti    a    membri    del    team,    in    particolar    modo,    abbiamo    analizzato    lo    sviluppo    delle frequenze   fondamentali.   Con   tutta   probabilità   si   può   asserire   che   i   campioni   appartengano   ad una    categoria    di    suoni    o    voci    spiegabili    solo    attraverso    “interconnessioni    dinamiche”    tra ambiente   e   soggetti   presenti.   Uno   dei   campioni   acustici      è   stato   carpito   nella   zona   del   primo piano,   nel   corridoio   adiacente   alla   scalinata   scavata   nella   roccia.   Si   evince   che   il   campione   è interessato   anche   da   interazioni   di   carattere   comune,   con   conseguente   inquinamento   generato da   uno   dei   nostri   operatori.   Infatti   si   può   udire   in   parte   la   sua   voce   con   successivi   passi   in progressiva   lontananza.   Per   la   precisione,   il   transito   del   nostro   operatore   è   avvenuto   sulla scalinata   che   conduce   al   secondo   piano.   A   nostro   avviso   tali   suoni   comuni,   soprattutto   la cadenza    dei    passi,    avrebbero    rigenerato    o    richiamato    un’interazione    di    tipo    atemporale, dimostrata   con   la   registrazione   di   canti   di   probabile   natura   gregoriana.   Nel   campione   si   può ascoltare   in   due   particolari   momenti   una   sorta   di   canto,   nulla   a   che   vedere    con   interazioni convenzionali.   Nelle   analisi   spettro-acustiche   di   tale   campione,   il   software      non   sembra   rilevare infatti   campioni   di   voce   comuni   con   caratteristiche   parametriche   umane,   eppure,   si   evincono analogie   appartenenti   ai   tipici   vocalizzi.      L’aspetto   armonico   del   possibile   “canto”   riconduce   a caratteristiche   inusuali   che   si   sviluppano   nel   range   delle   frequenze   voce. Al   contrario   la   voce   in lontananza     del     nostro     operatore     viene     rilevata     come     tale,     assumendo     caratteristiche normofoniche.   Non   meno   importanti   sono   state   le   interazioni   carpite   nella   Sala   della   Pietra,   a pian   terreno.   Utilizzando   sempre   una   metodica    definita   «pitch-synchronous»   siamo   riusciti   ad analizzare   le   diverse   anomalie   percepite   non   solo   dalle   strumentazioni   ma   anche   dagli   operatori in   tempo   reale.   Per   garantire   errati   passaggi   di   carattere   fisico   davanti   ai   microfoni,   ci   siamo avvalsi   di   sensori   con   tecnologia   I.R.      che   con   la   loro   copertura   ci   assicuravano   l’assenza   di variazioni   termiche   nelle   immediate   vicinanze   degli   stessi,   Infatti,   laddove   qualcosa   di   fisico fosse   passato   nel   raggio   di   almeno   12   metri,   si   sarebbero   generati   degli   allarmi.   In   un   campione è   stato   registrato   un   suono   assomigliante   ad   un   possibile   mugugno.   Tale   suono   assumerebbe caratteristiche   quasi   normofoniche.   Esso   riprodurrebbe,   infatti,   microperturbazioni   con   valori   di jitter    e    shimmer    quasi    nulli    negli    sviluppi    a    breve    termine    della    FO.    Nel    caso    della    prima anomalia,   la   Fx   varia   e   si   presenta   a   72   Hz   con   range   fx   :   62Hz-83Hz,   la   seconda,   invece, rileverebbe   la   Fx   a   85Hz,   con   range   fx   :   70Hz-100Hz.   Il   range   frequenziale   denoterebbe   tendenze di   origine   non   convenzionale,   non   appartenente   a   parametri   comuni.   L’anomalia   è   stata   udita anche   in   tempo   reale   da   tutti   i   presenti.   Un   altro   importante   campione   è   stato   rinvenuto   sempre nella   medesima   stanza,   in   cui   si   riscontrerebbe   una   probabile   voce   maschile,   pronunciante   una lingua   da   noi   non   identificabile. Anche   per   questo   campione,   come   per   il   precedente,   il   software sembrerebbe   ancora   non   rilevare   caratteristiche   acustiche      convenzionali.   Nelle   comparazioni delle   FO,   si   notano   notevoli   differenze   da   quelli   che   potevano   essere   schemi   interferenziali dovuti   a   riflessioni   o   successive   attenuazioni   sonore   delle   voci   dei   testimoni   presenti   sul   posto. A   tal   proposito,   in   un   altro   campione   rilevato   e   registrato,   si   sente   chiaramente   una   “voce“   che sembrerebbe    dire    "bianca"    o    “mi-anca”.    Non    possiamo    comunque    dare    a    tale    “voce”    una corretta   interpretazione,   in   quanto,   si   rischierebbe   di   cadere   nella   "Parendolia   Acustica".   Per essere   certi   della   veridicità   di   tale   possibile   voce,   abbiamo   comparato   le   frequenze   acustiche dei   presenti   sul   posto,   confrontando   e   analizzando,   anche   successivamente,   le   modulazioni   di frequenza.   Ne   è   risultato,   in   sintesi,   che   il   software   evidenziava   la   voce   anomala   e   le   voci   dei presenti come segue:  PITCH : Voce anomala:     Fx: 84 Hz Voce anomala:     FO :assente Marco Moressa:   FO: 127 Hz Antonio De Bari:  FO: 151Hz Daniela Basso:     FO: 221 Hz Analizzando successivamente le modulazioni, ne è risultato quanto segue: Voce anomala range:      35 Hz-2766 Hz Marco Moressa, range:    170 Hz-13.000 Hz De Bari Antonio, range:   140 Hz-8.000 Hz Daniela Basso, range:      188 Hz- 5125 Hz Sulla   base   di   tali   elementi,   e   analizzando   altri   dati   parametrici,   siamo   arrivati   alla   conclusione che     tale     anomalia     non     appartenesse     con     tutta     probabilità     al     personale     presente.     Le fenomenologie   sembrerebbero,   ancora   una   volta,   confermarci   la   possibilità   di   svilupparsi   non solo   in   assenza,   ma   anche   in   presenza   di   soggetti   umani.   Inoltre,   si   noterebbe   che   tali   fenomeni, in   alcuni   casi,   si   sviluppino   localmente   in   punti   molto   precisi,   sebbene   vi   siano   più   microfoni. Altro    campione    analizzato,    e    a    dir    poco    impressionante,    è    stato    quello    riguardante    la registrazione   di   possibili   passi   all’interno   della   stanza   confinante   a   quella   dove   è   contenuta   la pietra   insanguinata.   Tale   registrazione   assumerebbe,   in   una   prima   fase,   il   riprodurre   di   passi nelle   vicinanze   del   microfono,   per   poi   svilupparsi   con   due   suoni   simili   a   quelli   di   un   vocalizzo, assumendo   intensità   importanti.   Come   da   protocollo   O.P.,   per   evitare   la   sovrapposizione   di suoni   e   inutili   inquinamenti   durante   il   campionamento   acustico,   abbiamo   isolato,   in   fase   di   pre- indagine,   anche   il   piano   superiore   della   Sala   della   Pietra.   Inoltre,   per   escludere   maggiormente passaggi   di   carattere   fisico   convenzionale   ed   aumentare   il   monitoraggio   della   zona,   sono   stati installati due sensori che, però, non hanno restituito alcuna sorta di segnalazione. Analisi fotografica Durante     la     ricerca,     sono     state     eseguite     svariate     tipologie     di     acquisizione     fotografica, accostando   a   tale   cattura      una   delle   nostre   apparecchiature   sperimentali   denominata   “Over Line”.   Analizzando   successivamente   la   grossa   mole   di   materiale   fotografico   raccolto   durante   la ricerca,   sono   emerse   delle   anomalie   non   trascurabili.   In   particolare,   due   scatti   sono   risultati degni    di    considerazione.    Abbiamo    analizzato    con    attenzione    anche    le    diverse    posizioni    e angolazioni   degli   elementi   presenti   nelle   foto   e   ciò   sembra   confermare   ulteriormente   l’ipotesi che   si   tratti   di   fenomeni   inconsueti.   Dopo   un   esame   accurato,   siamo   arrivati   alla   conclusione che,   con   buona   probabilità,   il   tipo   di   luce   presente   sul   posto   non   potesse   generare   effetti   di aberrazioni   cromatiche,   visto   anche   l’utilizzo   di   lenti   filtranti.   Elenchiamo   di   seguito   una   breve descrizione di tali scatti.    La   prima   foto,    è   stata   eseguita   nella   zona   del   secondo   piano,   per   la   precisione   nel   disimpegno del   corridoio   degli   appartamenti   privati   del   duca   D’Este,    i n   condizioni   di   luce   minima.   È   stata contrastata   per   evidenziare   maggiormente   qu ella   che   sembrava   essere   un’anomalia.   Il   soggetto sensibile   del   team,   che   fin   dal   momento   del   sopralluogo   e   anche   durante   la   ricerca   ha   asserito più    volte    di    percepire    in    tale    zona    una    forte    connessione    legata    all’ambiente,    è    riuscito    a focalizzare   l a   figura   in   questione,   fornendo   diversi   dettagli   fisionomici.   La   descrizione   fornita potrebbe   ricondurre   all’aspetto   di   una   donna   che,   in   altri   tempi,   viveva   nel   castello   per   brevi periodi   dell’anno.   Esaminando   la   fotografia   si   può   intravedere   una   figura   evanescente   che sembra   dirigersi   verso   il   centro   di   una   porta,   a   poca   distanza   dal   nostro   sensitivo,   e   da   uno   dei responsabili   del   luogo.   Ingrandendo   maggiormente   l’immagine   se   ne   possono   notare   meglio   i dettagli.    Sembrerebbe    che    tale    figura    assuma    delle    sembianze    femminili,    che    indossi, probabilmente,   abiti   di   altri   tempi   e   che   stia   stringendo   un   fazzoletto   in   mano.   All’interno   della figura   si   può   notare   una   linea   scura   che   sarebbe   generata   dalla   proiezione   di   una   gamba   di   uno dei   nostri   cavalletti   e   che   sembra,   a   sua   volta,   aver   immunizzato   in   parte   l’effetto   dell’Over   Line. Abbiamo   eseguito   una   comparazione   tra   essa   e   gli   scatti   precedenti   e   successivi   per   verificarne le   differenze   o   i   possibili   aumenti   di   “rumore   di   fondo”   e   ne   è   emerso   che   la   figura   diafana   si   è presentata   solo   al   momento   dello   scatto   in   oggetto.   Per   avere   un’ulteriore   conferma   di   ciò   e   per valutare   se   sussistessero   eventuali   effetti   pareidolici,   dovuti   alla   colorazione   del   muro   in   quel punto,   abbiamo   confrontato   la   fotografia   con   il   nostro   materiale   video.   Non   sono   state   rilevate differenze   cromatiche   e   nemmeno   altre   possibili   forme   riconducibili   all’anomalia.   Possiamo pertanto   affermare   che   tale   figura   antropomorfa   potrebbe   essere   il   risultato   di   un   fenomeno generato   in   quel   preciso   istante.   Per   un   maggiore   e   obbiettivo   riscontro,   dopo   le   precedenti analisi   di   de   Bari   Antonio   e   tutto   lo   staff,   ci   siamo   avvalsi   anche   della   collaborazione   di   un fotografo   professionista,   Antonio   Maria   Dettori,      che,   oltre   a   lavorare   nel   mondo   fotografico,   si occupa,   come   noi,   da   anni,   di   ricerca   parapsicologica.   Le   sue   analisi   avrebbero   portato   alla   luce che,   oltre   alla   scontata   genuinità   del   nostro   materiale,   evidenzierebbero   una   sagoma   anomala che,   dopo   opportuni   processamenti,   con   software   dedicati,   risulta   inusuale,   confermando   così le   nostre   precedenti   ipotesi.   Analizzando   meglio   lo   scatto   in   piano   tridimensionale,   si   nota   la fattezza   della   figura   che   risulta   avere   un’altezza   di   circa   2   metri.   Per   essere   ancora   più   certi delle   nostre   affermazioni,   esaminando   maggiormente   lo   scatto   si   evince   che   è   stato   eseguito non   completamente   in   asse   verticale,   probabilmente   per   cause   di   sconnessione   del   pavimento. Infatti,   dopo   opportune   analisi,   il   fotogramma   risulterebbe   inclinato   verso   destra   di   circa   3   o   4 gradi.   Osservando   lo   stipite   della   porta   e   tracciando   una   verticale   inclinata   di   tale   angolazione, risulta   evidente   che   la   figura   sborda   dallo   stipite,   anche   se   i   gradi   di   inclinazione   dovrebbero compensare    la    sporgenza    della    figura    stessa    che,    invece,    risulta    essere    ancora    fuori    dai parametri   standard.   Inoltre,   nella   parte   sinistra   dello   scatto,   si   nota   una   certa   consistenza   sullo stipite   dell’altra   porta   presente,   quindi,   la   bordatura   asimmetrica   che   si   evidenzia,   potrebbe essere la teorica conseguenza del movimento della figura diafana. La   seconda   anomalia   è   stata   rilevata   nella   Sala   della   Pietra,   esattamente   al   pian   terreno   del Castello.    Confrontando    l’immagine    con    il    materiale    presente    sul    posto    e    prendendo    in considerazione   gli   eventuali    fenomeni   ottici   che   avrebbero   potuto   generarsi,   non   siamo   riusciti a    trovare    nessuna    similitudine    che    possa    aver    ricondotto    all’immagine    emersa.    Abbiamo escluso   possibili   trascinamenti   o   effetti   scia,   poiché   la   foto   non   risulta   essere   mossa   e   non risultano    comparire    soggetti    in    movimento.    L’immagine    mostra    la    figura    di    una    possibile sagoma   che   assumerebbe   sembianze   simili   a   quelle   di   un   uomo.   La   conformazione   non   è perfettamente    definita,    in    quanto    le    condizioni    di    luce    nell’ambiente    erano    scarse,    tuttavia sembra    assumere    una    profondità    di    bit    significativa.    Si    possono    notare    le    sembianze    ben delineate   di   un   uomo,   il   cui   corpo   si   sviluppa   nella   sua   interezza.   L’altezza   della   figura   maschile si   quantificherebbe   in   2,30   metri   circa,   inoltre,   sembra   coincidere   maggiormente   proprio   con   la struttura   usuale   corporea   di   un   uomo,   si   notano,   infatti,   gambe   e   le   braccia.   Ciò   che   colpisce   è che,   il   possibile   uomo,   sembra   indossare,   oltre   ad   una   casacca,   anche   una   tipica   calzamaglia, molto    simile    a    quelle    tipicamente    vestite    durante    altre    epoche.    La    nostra    ipotesi,    riguardo all’apparizione    di    una    figura    maschile,    sarebbe    ulteriormente    avvalorata    dal    fatto    che,    tale probabile   presenza,   sembra   svilupparsi   anche   in   termini   elettroacustici   e   sembra   assumere carattere   prevalentemente   maschile.   Al   momento   dello   scatto,   inoltre,   non   risultano   elementi interposti   tra   la   fonte   di   luce   e   il   muro.   Teniamo   a   precisare   che   l’emissione   di   luce,   che   assume colorazione   blu   nell’ambiente,   è   di   tipo   artificiosa   e,   in   particolar   modo   è   generata   da   una   delle nostre    apparecchiature.    Nel    dettaglio,    inoltre,    si    scorge,    sulla    destra    del    fotogramma,    uno sbiancamento     localizzato     dell’immagine,     dovuto     alla     saturazione     frequenziale     in     banda infrarossa,    generata    da    una    delle    apparecchiature    in    dotazione    al    nostro    operatore    video. Analizzando    maggiormente    l’immagine,    risulta    evidente    anche    una    macchia    scura,    accanto all'anomalia,   che   nulla   ha   a   che   vedere   con   fenomeni   non   convenzionali.   Gran   parte   di   tale assorbimento,   d’altro   canto,   altro   non   sarebbe   che   il   contorno   di   una   porta   e   di   un   termosifone presente    in    loco.    Risulta    quindi    inspiegabile    solo    una    parte    di    assorbimento    di    luce    che andrebbe   ad   aggiungersi   all’anomalia   apparentemente   emersa   sul   muro.   Sono   state   valutate, inoltre,   le   propagazioni   di   luce,   trattandosi   di   lenti   che   proiettano   con   un   angolazione   di   circa 130°.   Dai   nostri   esami,   si   evince   che,   sebbene   non   vi   sia   nulla   che   proietti   l’assorbimento   in quella   zona,   non   vi   sia   neppure   l’interessamento   dell’irradiazione   di   luce   all’interno   della   figura, quindi, sembrerebbe che la sagoma stessa assorba completamente la luce solo localmente. Analisi fenomeni termici Fenomeni termici razionali e relativi campionamenti: Durante   la   ricerca,   sono   state   rilevate   inizialmente   tutte   le   temperature   dei   vari   ambienti   presi   in considerazione   durante   i   rilievi   ambientali.   Riportiamo   qui   di   seguito   i   rilievi   eseguiti   poco   prima della ricerca: zona primo piano 10.3 C°        muro esterno 1.5 C°          over line   up 10.2 C°        down10.1 C° zona secondo piano 9.7 C°     muro Esterno 2 C°             over line  up 9.7 C°          down 9.7 C° zona uffici pian terreno 7C°    muro esterno 1.5 C°           over line  up 7.1 C°         down 7.1 C° zona scalinata 6.2C°                 muro esterno -1.5 C°         over line up 6.1 C°          down 6.0 C° rilievo iniziale: anomalia secondo piano          muro esterno1.3 C°          over line  up 8.7C°           down 8.3 C rilievo finale: anomalia secondo piano          muro esterno -5.3 C°       over line up 6.3C              down 6.1C° Fenomeni termici non convenzionali Durante   la   ricerca,   l’unica   anomalia   di   carattere   termico   è   avvenuta   al   secondo   piano,   durante   la probabile   interconnessione   tra   i   soggetti   presenti   e   il   luogo.   Il   ricercatore-sensitivo,   infatti, avvertiva   e   visualizzava   una   sagoma   poi   risultata   apparire   in   una   foto.   Sul   luogo,   sono   state evidenziate   delle   differenze   sostanziali   di   temperatura   che   hanno   generato   fenomeni   di   “hot- spot”   (sbalzi   repentini   di   temperatura   ingiustificati).   Sembra   abbastanza   frequente   che,   durante le   possibili   interazioni   di   un   sensitivo   o   altri   soggetti   nel   luogo   si   possano   presentare   con   tali     “forme   di   interconnessione“   delle   anomalie   termiche   simili,   in   particolare,   è   stato   rilevato   un   hot spot di 6.6 C°. Resoconto sensazioni personali soggetto sensibile Nel   sopralluogo   effettuato,   in   data   18/11/2012,   il   Sig.   Antonio   De   Bari   visualizzava,   in   una   zona precisa    del    castello,    un    cunicolo    scavato    nella    roccia,    non    visibile    dall’esterno    e    non menzionato     in     alcun     documento     pubblico.     La     presenza     del     suddetto     cunicolo     veniva confermata,   da   uno   dei   responsabili   del   castello,   nel   momento   in   cui   il   Sig.   De   Bari   evidenziava il   punto   preciso   dove   aveva   ottenuto   la   sua   visualizzazione.   Tale   cunicolo   era   presente   in   un area   non   aperta   al   pubblico   e   veniva   utilizzato,   un   tempo,   per   accedere   segretamente   ad   una determinata    area    del    castello.    Un    secondo    riscontro    avveniva    durante    l’indagine    datata 15/12/2012,   in   una   zona   adiacente   alla   scalinata   scavata   nella   roccia,   dove   veniva   percepito   dal sensitivo   la   presenza   di   acqua.   Successivamente,    la   sensazione   veniva   nuovamente   confermata da   uno   dei   responsabili,   infatti,   all’interno   della   parete,   dove   il   sensitivo   indicava   la   percezione d’acqua,   è   sita   una   cisterna   occultata,   utilizzata   nel   ‘500   come   riserva   di   approvvigionamento. Anche   in   questo   caso,   l’elemento   non   era   visibile   ad   occhio   nudo.   Il   terzo   e   più   importante riscontro,   ottenuto   da   De   Bari,   è   avvenuto   nella   parte   superiore   del   castello.   Durante   l’indagine avvertiva   la   presenza   di   una   "memoria   del   posto”,   legata   ad   una   figura   femminile.   Nello   stesso istante,   durante   l’indagine,   veniva   monitorata   la   temperatura   non   solo   dell’ambiente,   ma   anche quella   localizzata.   La   variazione   termica,   riscontrata   in   tale   istante,   è   stata   superiore   a   6.6   C°. Nello   stesso   momento,   è   stato   realizzato   uno   scatto   fotografico,   il   quale,   è   risultato   molto interessante    perché,    nella    zona    indicata    dal    sensitivo,    sembrerebbe    mostrare    una    sagoma avente   sembianze   femminili.   Nel   corridoio   di   passaggio,   antistante   alla   scala   scavata   nella roccia,    il    sensitivo    avvertiva    una    forte    incidenza    sacro-religiosa,    generata    da    probabili connessioni     atemporali.     Successivamente,     nella     zona     sono     state     rilevate     interazioni elettroacustiche   che   sembrerebbero   riprodurre   dei   canti   di   carattere   religioso.   Le   sensazioni personali   sono   state   poco   rilevanti,   in   alcune   zone   del   castello,   e   più   importanti   in   altre.   Le   zone più   “reattive”   sono   state:   la   Sala   della   Pietra,   la   zona   del   secondo   piano,   il   corridoio   degli appartamenti   privati   del   Duca   D’Este,   la   Sala   degli   Stemmi   e   la   stanza   adiacente   ad   essa.   In particolar   modo,   nella   zona   degli   appartamenti   privati   del   Duca   D’Este,   veniva   avvertito   un senso     di     pesantezza     alla     testa     immotivato.     Sebbene     l’ambiente     fosse     ventilato,     la sintomatologia   veniva   accusata   solo   in   tale   zona,   anche   da   più   membri,   senza   che   ci   fosse influenza    psicologica    reciproca.    Nel    complesso,    la    sensazione    generale    è    che    la    struttura sembra   conservare   dei   segreti   ancora   non   svelati   e   che,   a   parte   alcune   zone,   trasmetta   una certa   armonia   e   tranquillità,   al   contrario   di   quanto,   invece,   si   possa   pensare.   Molto   spesso, infatti, le persone si lasciano condizionare dallo stereotipo diffuso dalla cattiva informazione.