Associazione Culturale Orizzonti Paranormali
“Non tutto quello che non si comprende necessariamente non esiste”
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Austria-Carinzia-Stockenboi Relazione tecnica Luogo e modalità di ricerca Nelle   date   21/22/23/24   Ottobre   2016      sono   stati   effettuati   dei   rilievi   ambientali   presso   il    comune austriaco   di   Stockenboi   sito   nei   pressi   del   fiume   Weissenbach   in   una   piccola   località   montana denominata   Scharnitzen   esattamente   nella   Valle   Drautal.   La   preparazione   tecnica   ha   avuto   inizio alle   ore   9.00   del   giorno   21/10/2016   ed   è   terminata   alle   ore   21.00   del   giorno   24/10/2016   .   Il   Nostro staff     è     stato     gentilmente     ospitato     presso     la     stupenda     struttura     Blumenhof     Mazzarella- Kerschbaumer ”   di   Elfriede   Mazzarella-Kerschbaumer,   che   ci   ha   permesso   di   svolgere   al   meglio   le nostre attività all’interno del comune. Motivo della ricerca Ci   siamo   interessati   al   sito   e   alle   zone   circostanti,   dopo essere   venuti   a   conoscenza   delle   diverse   testimonianze   da parte   di   alcuni   abitanti   e   visitatori   i   quali   asserivano   che   in tali   luoghi   si   tendeva   ad   assumere   un   benessere   psico- fisico   fuori   dalla   norma.   Il   nostro   team   dopo   aver   ottenuto le     opportune     autorizzazioni     per     operare     nel     comune austriaco,     ha     voluto     verificare     con     appropriati     rilievi l’analogia   che   vige   tra   inquinamento   ambientale   di   vario tipo   e    le   sensazioni   che   vari   soggetti   percepivano   in   tale luogo,   tenendo   in   considerazione,   anche   se   poco   rilevante a   causa   delle   sue   variazioni   continue,   l’influenza   del      geo campo presente nell’ area. Modalità di ricerca Per   lo   svolgimento   di   tali   rilievi   sono   state   utilizzate   diverse   apparecchiature   impiegate   per   il monitoraggio   di   possibili   agenti   inquinanti   dell’aria   e   del   sottosuolo,   sono   state   monitorate   inoltre le   attività      ionizzanti   derivanti         da   fonti      inquinanti   artificiali   e   naturali.   Non   sono   stati   tralasciati nemmeno   le   fonti   inquinanti   di   tipo   non   ionizzante,   infatti   sono   state   monitorate      le   emissioni derivanti   da   fonti   in   radiofrequenza,   simultaneamente   sono   stati   campionati   parametri      emissivi relativi   a   fenomeni   dei   campi   elettromagnetici   in      bassa   frequenza,   derivanti   da   fonti   artificiali   e naturali.    Durante    i    rilievi    e    le    verifiche        sono    state    impiegate        anche    apparecchiature    per    la scansione   e   analisi   del   sottosuolo   per   analizzare   la   struttura   principale   del   terreno.   Per   ottenere dati attendibili sui rilievi effettuati, sono state adottate campionature di tipo 24 ore su 24 . Premesse Spieghiamo   innanzitutto   cos’è   il   campo   magnetico   terreste,   che   è   conosciuto   anche   come campo   geomagnetico ,   è   un   fenomeno   generato   da   un   dipolo   magnetico   (magnete   con   due poli)   che   si   trova   nella   parte   centrale   della   Terra .   La   parte   principale   del   campo   magnetico terrestre   ha   origine   nel   nucleo   esterno      del   pianeta   (campo   nucleare),   dove   sistemi   fluidi   e correnti   di   plasma,   sottoposti   alla   rotazione   e   ai   campi   di   forza   planetari,   alimentano   e rinforzano   il   campo   magnetico   in   cui   si   muovono.   Il   campo   geomagnetico   è   stato   il   primo campo   terrestre   ad   essere   teorizzato   e   descritto,   infatti   già   nel   1832   fu   eseguito   uno   studio fisico-matematico   dal   quale   furono   determinate   le   delineazioni   delle   linee   di   forza,   l’artefice di tale studio fù Gauss.    Il   campo   geomagnetico   fornisce   una   geometria   di   linee   di forza   entranti   nell'emisfero   Nord   ed   uscenti   nell'emisfero Sud   e   man   mano   che   si   allontana   dalla   superfice   terrestre si   distorce.   Esso   si   estende   infatti   per   svariate   decine   di migliaia    di    chilometri    nello    spazio,    formando    una    zona chiamata   magnetosfera,   la   cui   presenza   genera   una   sorta di   "protezione"   elettromagnetica   grazie   alla   quale   vengono deviati   i   raggi   cosmici   e   altri   tipi   di   particelle   dannose   per la   nostra   salute,   riducendone   la   quantità   che   raggiunge   il suolo. Esso   varia   di   continuo   e   negli   ultimi   anni      accade   sempre più   frequentemente   ,   a   tal   punto   da   portare   a   far   credere   i maggior    esperti    ed    esponenti    del    settore,    che    tra    circa tremila    o    cinquemila    anni    i    poli    terrestri    si    invertiranno completamente.    Ciò    porterebbe    necessariamente    l'uomo ad   apportare   modifiche   sui   sistemi   di   navigazione   e   altre tecnologie     correlate     ad     esso.     Pochi     sanno     che     la classificazione    che    definisce    il    polo    magnetico    Nord    e quello   Sud   è   solo   una   convenzione;   infatti   le   linee   di   forza del   campo   magnetico   terrestre   in   realtà   ,entrano   nell'emisfero   nord   (emisfero   boreale),   ed escono   dall'emisfero   sud   (emisfero   australe).   Pertanto   dal   punto   di   vista   magnetico   il   polo Nord   magnetico   è   quello   posto   in   prossimità   del   polo   Sud   geografico   e   viceversa,   quindi   al contrario   di   quello   che   si   crede,   l'ago   Nord   della   bussola   si   orienta   verso   il   polo   di   segno opposto. Da   sapere   anche   che   il   campo   geomagnetico   genera   numerosi   effetti   naturali   facilmente sperimentabili,   uno   tra   i   quali   è   l'aurora   polare   che   è   generata   dall'interazione   tra   il   vento solare   e   la   magnetosfera.   Il   magnetismo   terrestre   ha   inoltre   una   notevole   importanza   per   la vita   sulla   Terra,    iniziò   infatti   a   proteggere   la   Terra   almeno   4   miliardi   di   anni   fa,   esso   è      tuttora fondamentale   per   numerose   specie   animali,   ciò   nonostante   oggi   è   ancora   molto   discusso   il suo   ruolo   nello   sviluppo   e      sussistenza   della   vita.    Il   campo   geomagnetico   non   è   omogeneo lungo   la   superficie   terrestre   e   le   sue   variazioni   non   riflettono   né   le   variazioni   della   geologia   di superficie, né la morfologia topografica. Attraverso   le   analisi   armonico   sferiche   dei   dati   raccolti   del   campo   magnetico   di   superficie viene   dimostrato   che   più   del   94%   del   campo   è   attribuibile   a   cause   di   origine      interna   e   la rimanenza  proviene  dall’esterno. Esistono due tipi principali di variazioni: -   Le   variazioni   dette   " variazioni   secolari "   e   sono   a   lungo   periodo   (5-10   anni),      dovute   a cambiamenti   nelle   sorgenti   profonde,   tipo   correnti   elettriche   che   scorrono   all'interfaccia nucleo-mantello        e    sono    riconosciute    dai    dati    degli    osservatori    magnetici    e    dei    record archeologici e geologici (paleomagnetismo). - Le variazioni dette a” breve periodo” (da pochi minuti fino a 5 anni) sono di origine esterna. Quando si effettua quindi la misura del campo magnetico terrestre in un determinato punto della superficie del nostro pianeta, si ottiene un valore che è il risultato della sovrapposizione di contributi di origine diversa. Questi contributi possono essere considerati separatamente e ciascuno corrisponde ad un campo diverso:  Campo    principale    o    nucleare :    generato    nel    nucleo fluido tramite il meccanismo di geo-dinamo;   Campo   crostale :   generato   dalle   rocce   magnetizzate della crosta terrestre;   Campo    esterno    o    atmosferico:     spazio    generato    da correnti    elettriche    che    fluiscono    nella    ionosfera    e nella          magnetosfera          come          conseguenza dell'interazione     tra     il     vento     solare     e     il     campo geomagnetico;   Campo    d'induzione    elettromagnetica :    generato    da correnti    indotte    nella    crosta    e    nel    mantello    dal campo esterno variabile nel tempo. Esiste    quindi    una    scienza    chiamata    paleomagnetismo    che    studia    il    campo    magnetico terrestre    (o    campo    geomagnetico)    del    passato,    che    può    essere    registrato    da    rocce    e sedimenti   nel   momento   della   loro   formazione.   Ciò   è   reso   possibile   tramite   l'analisi   della magnetizzazione   caratteristica   rimanente   delle   rocce   e   dei   sedimenti   che   contengono   (quasi sempre) piccole quantità di minerali ferromagnetici e antiferromagnetici. Analisi del campo elettromagnetico , ionizzante e naturale Analisi campo geomagnetico Per   analizzare   tale   parametro   abbiamo   dovuto   tenere   conto   delle   possibili   influenze   da      parte   di fonti    artificiali    della    zona,    considerando    anche    i    loro    possibili    effetti    armonici    che    potevano svilupparsi   durante   i   rilievi.   Durante   l’intera   ricerca   perciò   è   stato   valutato   un   luogo   idoneo   a   tali misure diminuendo notevolmente il margine di errore.    Per   evitare   ciò,   ci   siamo   avvalsi   di   una   gabbia   di   Faraday   che   fungeva   da   schermo,   minimizzando le    variazioni    elettromagnetiche    artificiali    dall’esterno.    Inoltre    abbiamo    valutato    attentamente    la collocazione   delle   nostre   apparecchiature,   essendoci   sul   luogo   un   terreno   altamente   mineralizzato con componenti intensamente ferromagnetici. I   rilievi   sono   stati   eseguiti   nell’arco   di72   ore   e   il   valore   medio   ottenuto   è   stato   di   45.500    nT,   valore che   risulta   abbastanza   elevato   per   la   posizione   geografica,   calcolando   che   la   massima   intensità   si ottiene    nell’approssimarsi    dei    due    poli    terrestri    fino    a    valori    massimi    di    70.000    nT.    Oltre    al parametro   elevato   che   ci   ha   stupiti,   in   fase   di   misure   e   di   bonifica,   avevamo   notato   una   specie   di pulsazione   continua,   (esattamente   ogni   0.83   secondi)   che   si   propagava   in      gran   parte   della      vallata. Nel    cercare    la    fonte,    abbiamo    scoperto    che    derivava    dal propagarsi     di     cariche     di     un     impianto     di     recinzioni elettrificate   del   vicinato.   La    cosa   che   ci   ha   stupito   era   la notevole    distanza    del    propagarsi    di    tali    cariche.    Infatti normalmente   le   linee   di   forza   di   tali   impianti   dovrebbero influenzare   l’area   di   2   o   tre   metri   al   massimo,   cosa   che invece    non    accadeva    nel    luogo.    Tale    propagazione    si espandeva    per    centinaia    di    metri    a    causa    del    terreno fortemente          mineralizzato          e          ferruginoso,          già precedentemente   da   noi   scansionato   con   apparecchiature atte    a    tali    rilievi.    Nella    zona    infatti,    curiosità    da    non trascurare,        sono    presenti    siti    storici    molto    antichi    di origine       celtica.       Alcuni       di       essi       erano       dedicati esclusivamente    al    culto    praticato    un    tempo    e    dove    si ipotizza   anche   l’attraversamento   delle   così   dette   Ley   lines, che    sarebbero    vere    e    proprie    linee    rette    energetiche equidistanti   tra   loro,   che   percorrerebbero   l’intera   superficie terrestre,   incrociandosi   tra   loro   in   modo   da   formare   una rete.   Queste   linee      rette,   sembrerebbe   colleghino,   luoghi antichi   e   luoghi   sacri.   Tali   linee   forse   sono   state   concepite nel   passato   preistorico    dalle   tribù   antiche   pacifiche,   o   da superstiti   di   una   civilizzazione   persa ,   che   ha   avuto   bisogno   di   punti   di   riferimento   attraverso   le foreste   ed   attraverso   le   alture.   L'altra   funzione   delle   linee   di   Ley   chiamate   anche   temporanee,   si presuppone   sia   quella   di   concentrare   e   riorientare   le   potenti   energie   della   terra   per   permettere   alla gente     di     vivere     in     prosperità     e     nell'abbondanza.     Queste     linee          erano     state     dimenticate completamente   e   riprese   in   considerazione   soltanto   nel   ventesimo   secolo.   Linee   che   risalgono all'età   della   pietra,   quando   la   gente   viaggiava   "a   vista",      dalla   postazione   ove   si   trovava   alla seguente    postazione    che    riusciva    a    vedere.    Le    linee    inoltre    sono    collegate    con    le    posizioni stagionali   del   sole,   particolarmente   dei   solstizi,   e   della   luna.   I   monumenti   preistorici,   quali   le grosse   pietre   posizionate   diritte   (menhir),   cerchi   e   cumuli   di   pietre   (o   tumuli),   si   presuppone   siano stati   costruiti   su   queste   linee   od   alle   loro   intersezioni.   Alfred   Watkins   era   convinto   del   fatto   che   i monumenti   britannici   ad   esempio,   fossero   stati   costruiti   non   casualmente,   ma   bensì   posizionati lungo   delle   linee   rette   che   li   connettevano   l'uno   con   l'altro   secondo   una   precisa   logica.   In   tali luoghi    come    ad    esempio    Lourdes,    o    altri    luoghi    di    culto    si    sono    registrati    e    misurati    valori nettamente   superiori   alla   norma,   infatti   gli   antichi   spesso   usavano   posizionare   i   malati   i   tali   zone perché sembrerebbe che con valori più elevati si favorisca la guarigione. Analisi dei fenomeni elettromagnetici di origine artificiale Prima   di   iniziare   la   ricerca   è   stato   posto   sotto   bonifica   l’intero ambiente,   utilizzando    apparecchiature   atte   ad   analizzare   lo   spettro di   possibili   picchi   in   radiofrequenza   e   a   monitorare   gli   eventuali fenomeni   di   campo   elettrico   e   di   forza   derivanti   da   fonti   artificiali. Nello   specifico   sono   state   impiegate   apparecchiature   portatili   e   da banco, utilizzate in laboratori di misura per l’analisi dello spettro. Durante   i   rilievi   come   nostra   prassi,   abbiamo   analizzato   la   gran parte    del    dominio    delle    radiofrequenze    e    quindi    le    possibili frequenze      invasive      che      potevano      perturbare      l’ambiente, determinando   non   solo   il   tipo   di   frequenza   esatta   ma   anche   la quantità    di    elettrosmog    complessiva    che    vi    era    nell’ambiente. Inoltre    sono    stati    monitorati    anche    eventuali    campi    elettrici    e campi   elettromagnetici   in   bassa   frequenza.   La   nostra   esperienza   ci ha   portato   ad   adottare   tale   precauzione   per   valutare   le   proprietà complessive   dell’ambiente.   E’   ormai   noto   che   esposizioni   anche   a radiazioni    non    ionizzanti    favoriscano    non    solo    l’insorgenza    di determinate    patologie,    ma    anche    disturbi    e    disagi    difficilmente attribuibili   ad   una   causa   precisa   e   pertanto   spesso   ignorati.   Dopo aver   campionato   per   72   ore   tali   parametri   ne   è   risultato   che   la quantità   media   di   emissioni   in   termini   di   V/m   e   notevolmente   bassa   e   si   attesta   sul   valore   dei 0,0147   V/m,   con   emissioni   massime   in   termini   di   potenza   quasi   nulle   parliamo   di   0.0005   mW/m.   Tali dati   sono   percussori   di   un   ambiente   salubre   e   non   perturbato   privi   di   indici   di   pericolosità   per   la salute,    anzi,    si    dimostra    al    quanto    raro    per    i    suoi    valori    molto    bassi,    infatti    raggiunge    valori massimi di picco di -59 dbm (molto debole). Nello   specifico,   sono   state   rilevate   alcune   bande   radio   leggermente   più   invasive   del   fondo,   ma   che nella     complessità     risultano     quasi     impercettibili,     probabilmente     grazie     alla     conformazione morfologica   del   terreno   e   alle   sue   proprietà   di   disperdere      le   cariche,   riescono   a   creare   una   sorta   di difesa naturale da tale inquinamento. Le bande rilevate di maggiore entità  presenti sono le seguenti: Banda da 800Mhz a 950Mhz  esposizione isotropica  -86 dbm Banda 400Mhz (Frq:486,571Mhz  probabile  fonia  vigili del fuoco) Banda da 50Mhz a 100Mhz (Frq:90,357Mhz -59dbm e Frq 93,036Mhz 60,50dbm) Per   il   resto   delle   bande   radio   nei   principali   domini,      non   è   stato   rilevato   nulla   di   determinante,   qui sotto ne riportiamo alcuni esempi. Analisi della qualità dell’aria I   nostri   sensori   non   hanno   riportato   particolari   agenti   patogeni   riscontrando   una   buona   qualità dell’aria.   Infatti   le   particelle   di   dimensioni   inferiori   costituiscono   un   pericolo   maggiore   per   la   salute umana,   in   quanto   possono   penetrare   in   profondità   nell'apparato   respiratorio;   è   per   questo   motivo che   viene   attuato   il   monitoraggio   ambientale   di   PM10   e   PM2.5   che   rappresentano,   rispettivamente, le   frazioni   di   particolato   aero   disperso.   Nel   nostro   caso   sono   stati   rilevati   valori   bassissimi    di pm2,5   che   sono   risultati   nettamente   inferiori   a   quelli   che   si   possono   riscontrare   anche   nelle   città meno   inquinate   del   nostro   paese,   infatti   i   valori   da   noi   rilevati   si   sono   attestati   su      18    μg/m .   Inoltre la   concentrazione   di   anidride   carbonica   nell'atmosfera   (CO2)   secondo   i   dati   raccolti   nei   giorni   di ricerca,   ha   raggiunto   la   soglia      media   di   400   ppm   (parti   per   milione),   valore   difficilmente   abbattibile a    causa    del    cambiamento    climatico    mondiale.    Durante    le    36    ore    di    campionamento    abbiamo rilevato   quantità   di   ozono   bassissime   e   ideali,   che   si   attestano   per   un   valore   medio   di      55   μ   gr/m 3. Infatti    la    presenza    nell' atmosfera     dei    "precursori"    ( NOX     e    COV),    indicatori    significativi    di inquinamento    da   traffico   e   da   attività   produttive,   costituisce   il   "sottofondo"   chimico   necessario   per la    formazione    dell'    ozono ,    mentre    le    condizioni    di    alta    pressione    e    di    elevata    insolazione costituiscono   l'ambiente   fisico   che   favorisce   l'innesco   delle   reazioni   di   formazione.   Non   tutti   sanno che   le   infiammazioni   ed   alterazioni   a   carico   delle   vie   respiratorie   che   possono   manifestarsi   a seguito   dell'esposizione   elevate   di      Ozono,   determinano   una   riduzione   della   funzione   polmonare   e la   comparsa   di   una   iper-reattività   bronchiale,   che   si   manifesta   con   sintomi   respiratori   come   tosse, fatica a respirare profondamente, respiro corto. In    conseguenza    del    abbassamento    della    funzionalità    respiratoria,    possono    insorgere    inoltre peggioramenti   delle   patologie   respiratorie   già   in   atto   come   le   polmoniti   croniche   ostruttive,   le bronchiti   croniche,   l'asma,   l'enfisema   polmonare,   così   come   di   preesistenti   patologie   cardiache quali le ischemie del miocardio. Analisi fenomeni ionizzanti Durante   il   processo   di   bonifica,   sono   stati   valutati   i   possibili   decadimenti   di   isotopi   naturali.   Al momento    come    si    evince    dai    dati    nella    tabella,    le    emissioni    non    acquistano    un    livello    di pericolosità   anzi,   si   attestano   in   valori   molto   bassi,   i   loro   cambiamenti   possono   essere   correlati   da variazioni dei raggi gamma provenienti dalle attività solari. "Range" stand for the sample length of the corresponding interval. "Counts" stands for the sum of detected pulses during this interval. "PRate" stands for the corresponding pulse rate (denoted in pulses per second). "DRate" stands for the corresponding dose rate (denoted in microsieverts per hour). ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- No. Range from to Counts PRate DRate 0014 24 h 21/11/2016 01:18:00 22/11/2016 02:18:00 0000001476 0,410 0,155 0015 24 h 22/11/2016 02:18:00 23/11/201603:18:00 0000001426 0,396 0,150 0016 24 h 23/11/2016 03:18:00 24/11/2016 04:18:00 0000001456 0,404 0,153 0017 24 h 24/11/2016 04:18:00 25/11/2016 05:18:00 0000001444 0,401 0,152
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